Saturday, August 6, 2016

UNIVERSO IN EVOLUZIONE (Fides 3)



Pierre Theilhard de Chardin
Questo articolo presenta la visione del teologo-scienziato Theilhard de Chardin che vede l’universo in evoluzione e l’umanità convergere verso il Dio dell’evoluzione, il motore dell’universo (punto Omega).  L’importanza del suo lavoro è quello di aver collaborato al progetto di tessere un ponte di collegamento tra pensiero scientifico e pensiero religioso.

Il Punto OMEGA
Universo in evoluzione: Fino al XIX secolo si era pensato che il cosmo fosse statico, poi fece irruzione l’idea dell’evoluzione quando Laplace ipotizzò che i corpi celesti come il sole ed i pianeti fossero generati progressivamente a partire da una nebulosa originaria.

Theilhard ha una visione evoluzionista dell’Universo

Esseri umani: le forme più elevate di personalizzazione dell’universo, “individualizzati” liberi centri di attività.

Pierre Theilhard de Chardin definisce il Punto Omega come il punto di arrivo del processo evolutivo:

  •    È sempre esistito
  •    Autonomo, libero da limiti di spazio e di tempo
  •    Massimo livello di complessità e di coscienza verso cui l’Universo tende nella sua evoluzione
  •     Massimo della complessità e della coscienza indipendente dall’Universo che si evolve. Il Punto Omega è quindi TRASCENDENTE 
  •   Non è solo punto di arrivo ma la CAUSA per la quale l’Universo si muove nella direzione della complessità e della coscienza (geosfera, biosfera, noosfera).
Pierre Theilhard de Chardin colloca il Punto Omega all’interno dell’ortodossia del Dio cristiano che è TRASCENDENTE (indipendente rispetto al creato)
  •  Credo che l’Universo è in evoluzione. Credo che l’evoluzione va verso lo Spirito. Credo che lo Spirito si compie in qualcosa di Personale. Credo che il Personale Supremo è il Cristo Universale
  • Cristo evolutore (Dio dell’evoluzione) centro e motore dell’Universo. Cristo Omega che orienta e fa convergere il movimento complessivo dell’universo promuovendo l’umanizzazione progressiva della terra
  • Theilhard interpreta l’AMORE come vera e propria forza gravitazionale come funzione centripeta capace di attrarre e curvare lo spazio-tempo in quella direzione dell’Universo che egli chiamerà Punto Omega, il centro dei centri, e che non è un’astrazione ma una persona CRISTO.


Riferimenti:
Questo articolo è il n.3 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.

“Fenomeno Umano” di Pierre Theilhard de Chardin

A cura di:
Sandro B.
06.08.2016

Tuesday, August 2, 2016

CREAZIONE (Fides 2)

Questo articolo tratta il tema della creazione vista nei suoi due aspetti di Creazionismo (il mondo perfetto e finito creato dal nulla della Bibbia e del cristianesimo tradizionale) e di Creazione-evoluzione (un mondo non perfetto e non finito che ha come meta la vita come libertà).

Creazione
Il tempo e lo spazio sono parte integrante della creazione del mondo […] scriveva Agostino nel V secolo: “Se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato, e se nulla venisse, non vi sarebbe un tempo futuro, e se nulla esistesse, non vi sarebbe un tempo presente” (PP.404)

Creazionismo
Concezione filosofica o religiosa che attribuisce l'origine del mondo a un libero atto creativo compiuto da Dio. In particolare, dottrina teologica cristiana che ritiene le anime create direttamente da Dio, una per ogni uomo (si opponeva al traducianesimo, ossia alla concezione, sostenuta anche da Tertulliano, secondo cui l'anima era trasmessa dai genitori come il corpo). In una prospettiva scientifica, il creazionismo è la dottrina che nega l'evoluzione delle specie viventi (Darwin, C.R.), sostenendo che esse sono state create da Dio così come sono e tali sono rimaste attraverso i secoli. (Treccani / Enciclopedia)

Secondo la dottrina cattolica Dio crea in modo tale che la sua opera debba essere intesa come creatio ex nihilo nel senso più radicale: dove non c’era né materia né energia, né spazio né tempo, a un comando della mente divina dall’inesistenza assoluta compare l’essere che è energia, materia, spazio, tempo, senza però che tale essere coinvolga in nessun modo l’essere del creatore. (PP.214)

Agostino (354-430):” Dio non ha tratto le creature traendole da se stesso, ossia dalla propria natura e sostanza, ma traendole dal nulla, de nihilo, ossia da nessun’altra realtà”

Il concilio Lateranense IV definì la dottrina della creazione come creazione dal nulla rendendola parte integrante dell’insegnamento dogmatico della Chiesa cattolica. (PP.220)

Hans Küng dice che Genesi I “non racconta di una creazione dal nulla bensì di una creazione dell’ordine dal caos” concludendo che “di una creazione dal nulla (creatio ex nihilo) non si parla né nel primo né nel secondo racconto della creazione” (PP.236)

Il creazionismo, si contrappone all’evoluzione e prospetta un mondo guidato dall’alto come in una monarchia (cattolicesimo).

Creazione = Evoluzione
Evoluzione [Passaggio graduale e continuo ad uno stato più perfezionato: evoluzione del pensiero; evoluzione culturale di un popolo] avanzamento, crescita, miglioramento, perfezionamento, progresso, sviluppo. (Treccani / Vocabolario)

La cosmovisione all’insegna della democrazia si basa su due tesi una teologica e una filosofica:
- Tesi teologica: la creazione va presentata come evoluzione, come creatio continua.
- Tesi filosofica: l’evoluzione va pensate come evoluzione come tendenza della vita verso una progressiva organizzazione, verso livelli sempre più strutturati di complessità. (PP.124)

La tesi “creazione = evoluzione” comporta due asserti:
- La creazione non è ancora conclusa
- La creazione si fa in modo libero (PP.132)

Io penso che il caos delle origini non sia mai stato domato una volta per sempre ed il lavoro divino è ben lungi dall’essere concluso al termine delle 6 giornate archetipali (Genesi 2.2 “Dio cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro” (PP.130)

Il lavoro divino non è imposizione dall’alto di forme pensate a priori, né intervento puntuale per realizzare svolte decisive, ma è suscitazione dal basso di un cammino orientato verso l’intelligenza e lo spirito, non senza passare attraverso un’immane fatica e sofferenza di tutte le cose compresa la casualità, perché Dio attira verso la meta, ma non impone l’itinerario (PP.133)

“Creazione = Evoluzione” processo con meta ma senza itinerario. Posizione che Mancuso sostiene e concepisce l’evoluzione come un viaggio dell’Odissea, orientato globalmente al ritorno ad Itaca ma con avventure e sbandamenti spesso contrari al raggiungimento della meta finale (PP.133)

Non c’è un disegnatore esterno al mondo che disegna le vicende dei viventi come se si trattasse di un cartone animato. C’è un disegno interno al mondo che va drammaticamente emergendo dal caos, visto che la vita anche dopo catastrofi ha sempre ripreso il suo percorso verso forme più complesse e organizzate. (PP.134)

L’evoluzione non procede casualmente quanto al fine ultimo che intende raggiungere (La meta), cioè l’organizzazione verso la vita come libertà, spirito, spirito di santità. (PP.134)

L’evoluzione si muove in modo tale da produrre un incremento dell’organizzazione e della complessità e tale incremento non è un caso, ma la sua finalità. (PP.140)

La natura non ha padroni, è libera. È libera ma al contempo orientata, essa si evolve verso la crescita dell’organizzazione vitale e della complessità; per il fatto che è libera, lo fa disordinatamente e con tantissimo spreco, senza nessun padrone che sia responsabile delle sue manifestazioni sia di quelle benevole che danno la pioggia contro la siccità o fanno nascere un bambino dalla vista perfetta, né quelle malevole che procurano inondazioni o fanno nascere un bambino cieco. (PP.392)

Nella natura vi è uno slancio, ogni vivente vuole vivere e mantenere in vita se stesso, pervaso da un istinto di sopravvivenza.  Spinoza “Ciascuna cosa, per quanto a essa possibile, è spinta a preservare il suo essere” (conatus vivendi) (PP.142)

Sostiene V.Mancuso: anche il caos viene da Dio. Questo è da intendersi nel senso che lo stato caotico dell’essere iniziale è la condizione ontologica necessaria all’evoluzione del mondo e per la nascita in esso della libertà. […] La condizione necessaria per il sorgere della libertà e dello spirito è l’indeterminazione, la non-necessità, il caos. (PP.239)

Il caos originario quindi proviene da Dio, ma non, nel senso che è voluto per se stesso, ma nel senso che è la logica risultanza di un essere creato in modo non compiuto, non perfetto, non finito, e ciò al fine di far scaturire in esso la libertà. Riprendendo un’espressione dell’esegesi tedesca, si può quindi parlare di creazione in termini di Caoskampf, di “lotta al caos”, inteso non come una potenza originaria contrapposta alla luce divina, ma come uno stato dell’essere, che è tale dai suoi inizi, che è tale anche ora, e che sarà tale fino alla fine dei tempi, unica condizione perché possa nascere quella indeterminazione non necessitata a cui si riferisce solitamente con il nome di libertà. Ed è precisamente questo il senso della “creazione continua”, quello di una lotta mai conclusa ma sempre drammaticamente in atto per porre ordine all’interno del caos. (PP.240)

L’essere imperfetto è posto originariamente come imperfetto e incompiuto, e ciò al fine di far scaturire da esso la libertà. Il caos, in altri termini, è la condizione, il seme della libertà. (PP.241)

Il caos non dualisticamente opposto rispetto all’essere […] ma una caratteristica intrinseca della natura creata, la quale è strutturalmente Logos+caos e perciò permanentemente in cammino, in progresso. (PP.243)

L’attestazione del caos quale elemento originario, e non invece, come sostiene erroneamente la dottrina cattolica ufficiale, quale frutto del peccato. (PP.246)

Anche Dio nella sua relazione con il mondo è in divenire, che anche Dio è alle prese con un processo che riguarda non solo il mondo ma anche il suo essere in quanto creatore continuo del mondo. Questa prospettiva individua l’assoluto non in Dio, ma nel regno di Dio, nel “Dio tutto in tutti” prefigurato da San Paolo nella Prima lettera ai Corinzi (15,28: “E quando tutto gli sarà sottomesso. Anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in Tutti”. (PP.370)



Riferimenti:
Questo articolo è il n.2 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.

“Il Principio Passione” di Vito Mancuso    - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina

A cura di:
Sandro B.
02.08.2016

COSMOVISIONI (Fides 1)

Questo articolo tratta le cosmovisioni che riguardano l’interpretazione del mondo da parte di diverse correnti di pensiero del presente e del passato. Anarchia, monarchia, democrazia, evoluzione sono i modelli di riferimento per l’interpretazione e la guida del sistema mondo.
 
Visione del mondo “Weltanschaung”
Le principali cosmovisioni sono raggruppabili in tre prospettive, per designare le quali si prende in prestito la terminologia politica: anarchia, monarchia, democrazia.
Anarchia
L’anarchia è la cosmovisione dominante tra le élite culturali. Essa interpreta il mondo come generato dal caso e mandato avanti dalla necessità naturale che l’avvince come una catena, ponendo però il fattore decisivo non nella necessità della legge naturale, ma nell’aleatorietà del caso che l’ha generata. Il mondo non è quindi un cosmo, una compagine ordinata, meno che mai è dotato di un qualunque fine; in esso non c’è nessun scopo, nessun senso, nessun principio, se non un’enorme quantità di energia che genera e degenera il tutto, sempre e solo all’insegna dell’unica legge della selezione naturale, la logica fredda che governa la natura in ogni sua manifestazione, comprese le galassie, con l’unica mira della propagazione di sé, una logica efficacemente definita del “gene egoista”. (PP.111)
Monarchia
La monarchia è la cosmovisione che dominava nel passato, per quanto anche ai nostri giorni vi siano dei suoi sostenitori. Essa interpreta il mondo all’insegna dell’ordine, ritenendo che il mondo si muova seguendo precise e determinate leggi fisiche che sono il prodotto di forze tra loro finemente sintonizzate, di modo che non c’è nulla di casuale ma tutto procede secondo una precisa necessità, anzitutto fisica. In questa prospettiva Einstein era solito affermare God doesn’t play dice (Dio non gioca ai dadi). C’è una necessitas alla guida di tutto, che per Einstein corrisponde alle leggi impersonali della fisica. […] Per i monoteismi tale forza alla guida del cosmo è Dio unico e personale, il quale vede, prevede e provvede, e il cui disegno inevitabilmente si compie. (PP.112)
Democrazia
Nell’ambito del pensiero, oltre alle visioni del mondo come anarchia e come monarchia si ipotizza una terza possibilità, quella di pensare il mondo in prospettiva evolutiva, come democrazia.
Secondo la visione democratica del cosmo, nella natura è all’opera un governo, ma un governo il cui esercizio è possibile solo attraverso il consenso e sempre mediando tra le spinte contrapposte di caos e logos, pòlemos e armonia. Dal punto di vista teologico ciò significa che la creazione divina istituisce un processo che non è pensabile come dominio assoluto che procede in modo unidirezionale dall’alto verso il basso. La creazione divina è da intendersi come passaggio da uno stato privo di vita e libertà ad un mondo che contiene vita e libertà. Configurabile come una democrazia basata sul consenso e sulla fiducia (che in teologia si chiama Fede). (PP.115)
Il volere del singolo
La teologia del passato pensava il mondo all’insegna degli ideali politici del passato, basati sul governo di uno e sull’obbedienza di tutti gli altri. Basta leggere alcuni passi della Bibbia per vedere che la mente degli uomini di allora pensavano Dio come un monarca assoluto. Oggi l’evoluzione culturale ed i sistemi politici basati sul consenso e sulla negoziazione ci fa avvicinare maggiormente alla logica con cui Dio guida il mondo, il quale non è all’insegna della dittatura ma della democrazia. Senza il volere del singolo infatti Dio non governa sulla vita di nessuno; se uno non gli dice di sì, Dio non entra nella sua esistenza, è solo tramite il sì della coscienza personale che la presenza divina diventa attiva ed efficace. Si legge in Apocalisse 3,20: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui ed egli con me». (PP.116)
 
Riferimenti:
Questo articolo è il n.1 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.

“Il Principio Passione” di Vito Mancuso    - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina

A cura di:
Sandro B.
01.08.2016

Wednesday, June 1, 2016

Il muro in Cisgiordania


Sotto gli occhi del mondo, che vede ma non reagisce, Israele prosegue la sua politica di colonizzazione e di sottrazione illegale di territorio in Cisgiordania (West Bank). Nel 2005 Israele ha messo in atto un piano unilaterale per il controllo dei territori palestinesi, strumento del piano è la costruzione di un muro che separa israeliani e palestinesi. Israele motiva la costruzione di questo muro „della vergogna“ con la sicurezza; da sempre questa argomentazione giustifica il sopruso, l’illegalità e la violenza.


Nel 2010 la corte internazionale dell’Aia ha condannato Israele giudicando "Illegale il muro in Cisgiordania". Nell’articolo del giornale Repubblica del 4.01.2010 è riportato:

«Il muro costruito da Israele in Cisgiordania è illegale. Lo ha stabilito la Corte Internazionale di giustizia dell'Aia, emanazione giudiziaria dell'Onu. Secondo i giudici dell'Aia, chiamati a pronunciarsi con una risoluzione approvata lo scorso dicembre dall'Assemblea Generale dell'Onu, la costruzione del muro viola il diritto internazionale e dunque l'esecutivo israeliano deve smantellare quella che chiama barriera difensiva. Nel documento della corte si legge:
"Il muro insieme con il percorso scelto viola in modo grave una serie di diritti dei palestinesi che vivono nei territori occupati dagli israeliani. Violazioni che non possono essere giustificate da esigenze militari o richieste per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico". E si conclude parlando di "violazioni da parte di Israele di diversi obblighi di applicazione delle leggi umanitarie e dei diritti umani“. La Corte non ha contestato la costruzione di barriere difensive all'interno della linea verde, cioè il confine israeliano prima del 1967. Anche la Commissione Europea ha rivolto un appello a Israele affinché rimuova il muro dai Territori, compreso il tratto dentro e attorno Gerusalemme Est. Per l'Unione europea "l'allontanamento del tracciato del muro dalla linea verde rappresenta un serio motivo di scontro e rende praticamente impossibile la soluzione di due stati indipendenti"».

È quasi superfluo riportare la reazione del governo di Tel Aviv secondo cui: "Non è stato considerato il pericolo terrorismo" e quella della Casa Bianca, per la quale la decisione della Corte "non è appropriata".

Le conseguenze della costruzione del muro sono tragiche ed evidenti, Il muro non costituisce una barriera fra due popoli e territori, bensì:

-    Crea delle zone chiuse in cui i palestinesi vivono come in una prigione
-   Separa i palestinesi dalle loro terre coltivate
-    Porta i palestinesi alla disperazione e fomenta la violenza
-    Estendendosi oltre la “linea verde” riduce il legittimo territorio palestinese
-    Rende impossibile la realizzazione di due stati

A riprova di quanto detto, la mappa evidenzia la situazione nella zona di Gerusalemme Est.


Legenda:
- Linea tratteggiata gialla: „linea verde“ del 1949
- Muro: in nero completato, in blu: nel progetto approvato da Israele nel 2005
- Zone in giallo: abitate da palestinesi ad est di Gerusalemme
- Zone in arancione: abitate da soli palestinesi
- Zone in violetto: insediamenti ebraici nei territori occupati

La Cisgiordania è soggetta ad un processo di colonizzazione, in essa vige un regime di segregazione simile all’apartheid. Con il muro, ed i check-point militari, i palestinesi vengono relegati in zone circoscritte simili ai "bantustan", la loro libertà di spostarsi sul territorio è fortemente limitata.

Negli anni del regime dell'apartheid voluto dal National Party allora al governo, le diverse etnie nere furono costrette a trasferirsi nei bantustan loro assegnati, e le loro possibilità di spostarsi sul territorio sudafricano furono fortemente limitate. (Wikipedia)

Jean Ziegler, sociologo all´Università di Ginevra, è dal 2000 inviato speciale ONU. In questa veste, è stato in Cisgiordania e a Gaza, ed ha steso un rapporto in cui si rileva che a causa delle durissime misure militari imposte dall’esercito israeliano d’occupazione dall’inizio della seconda Intifada i territori palestinesi occupati sono sull’orlo di una catastrofe umanitaria. La ´Potenza occupante´ impedisce la mobilità e, con la costruzione del muro, esclude di fatto la possibilità nel futuro della nascita di uno Stato palestinese. Ziegler denuncia gli espropri di fattorie e sorgenti d´acqua per la costruzione "della barriera di sicurezza-muro d´apartheid" o per l´ampliamento delle colonie israeliane.

L’Unione Europea, favorevole alla realizzazione di uno stato palestinese, è attiva a livello umanitario ma non fornisce un adeguato impegno politico ed una forte presa di posizione nei confronti d’Israele. Organizzazioni ed importanti aiuti finanziari europei aiutano i palestinesi a sopravvivere, ma niente impedisce ad Israele di proseguire con la sua politica di lenta e costante annessione di territori e risorse che non gli appartengono.  

Sandro
Giugno 2016

Saturday, May 7, 2016

ETICA E RELIGIONE

La religione è il complesso di credenze e di atti di culto che collega la vita dell'uomo a un ordine superiore e soprattutto alla divinità, intesa come fine ultimo di tutte le cose. L’uomo, da sempre, cerca di rispondere alla domanda disperata sul senso della vita e di svelarne il mistero oltre la morte. Si è confrontati con lo spirituale. Non ci sono risposte terrene a queste domande, c’è solo una possibilità: affidarsi alla fede come scelta ed atto individuale.
Nella storia popoli e culture hanno dato vita alle religioni le quali, malgrado la loro pretesa di universalità, sono state spesso strumentalizzate dal potere secolare e religioso. Esse hanno così tradito il loro compito di pace e fratellanza affidatogli dal loro Dio unico e universale. Il cristianesimo nel medioevo è stato vittima del potere temporale e dell’oscurantismo della chiesa dei papi. L’islam oggi è strumentalizzato da despoti e fanatici che fomentano il fondamentalismo nella forma più estrema e disumana.

Pace, giustizia, amore, speranza sono valori universali condivisi da tutti. Questi valori non piovono dal cielo, essi sono intrinsechi nella natura di ogni essere umano. Una scintilla di luce è donata con la vita a tutte le creature al momento della loro nascita. L’etica mondiale si basa su questi presupposti ed oggi di fronte alla crisi delle religioni rappresenta un valore prezioso, che valorizzato e professato, può dare vita ad un rinascimento globale. Questa è la visione condivisa e presente nel pensiero e nelle opere di uomini guida del nostro tempo che nell’etica vedono il modello di riferimento più adatto delle religioni a migliorare la vita su questo mondo.

Nel linguaggio filosofico, per Etica s’intende ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane. (Enciclopedia Treccani)

Hans Küng Etica mondiale
La Fondazione per l'etica mondiale (Weltethos Stiftung) nata nel 1995 su iniziativa del teologo e filosofo svizzero Hans Küng porta avanti un progetto in cui si afferma:

«Questo unico mondo ha bisogno di un unico ethos fondamentale; questa unica società mondiale non ha certamente bisogno di un'unica religione e di un'unica ideologia, ha però bisogno di alcuni valori, norme, ideali e fini vincolanti e unificanti. »

Affinché la vita su questo mondo possa svilupparsi e progredire all’insegna della pace, tutte le società e tutti i popoli hanno bisogno di una base di valori fondamentali condivisi. Tutto ciò indipendentemente dalla cultura, religione o nazionalità.

Hans Küng afferma e mette in evidenza che tutte le religioni mondiali e tutte le teorie umanistiche e filosofiche hanno in comune gli stessi valori morali fondamentali. Testimonianza ne è “la regola d’oro”: «tutto ciò che volete che gli altri facciano a voi, voi fatelo a loro» che si ritrova in tutte le culture e tradizioni. Ne consegue che i canoni dell’etica mondiale „Weltethos“ non devono essere scoperti in quanto essi già esistono, tuttavia essi debbono essere continuamente affermati, insegnati e vissuti.

Albert Schweitzer Etica = rispetto per la vita
Nel quadro del suo pensiero teologico e filosofico Albert Schweitzer sostiene che c’è etica soltanto dove c’è umanità, cioè dove l’esistenza e la felicità di ogni singolo essere umano vengono rispettate.
Soltanto un sistema di pensiero nel quale l’atteggiamento del rispetto per la vita diventi una forza ha la capacità di far sorgere in questo mondo un’epoca di pace. Citazione:

«È necessario l’avvento di una nuova rinascita, molto più profonda del Rinascimento per il quale siamo usciti dal Medioevo: una grande rinascita. Soltanto una cultura veramente etica può dare senso alla nostra vita e preservarci dalla distruzione provocata da guerre orribili, prive di senso. Soltanto questa cultura può far sì che nel mondo si instaurino condizioni di pace.»

Dalai Lama un etica aldilà delle religioni
Il Dalai Lama sostiene che l‘etica è più importante della religione. Citazione da “L’appello del Dalai Lama per un’Etica secolare e per la Pace“

«In nome delle religioni, da millenni, il potere e la violenza vengono esercitati e legittimati. Le religioni sono state e sono spesso intolleranti. Per il raggiungimento di fini politici ed economici, la religione viene spesso abusata e strumentalizzata anche da massime autorità religiose. Per questi motivi io sostengo che oggi nel 21o secolo, è necessaria una „nuova etica“ aldilà di tutte le religioni. Un „etica secolare“ che sia d’aiuto per tutti, e sappia raggiungere anche il numero crescente di atei ed agnostici di questo mondo. Più importante della religione è la nostra Spiritualità, luce del nostro essere, un dono che ci fa conoscere e desiderare l’amore, il bene e l’empatia indipendentemente da quale religione noi apparteniamo.
Sono convinto che gli esseri umani possono vivere senza religione, ma non possono fare a meno di valori guida, non possono vivere senza etica. L’etica e non la religione è intrinseca nella natura umana».
(Dharamsala, Marzo 2015)

Il primato dell‘Etica
La storia insegna che in questo mondo non c`è stata pace tra le religioni e questo è stato un fattore che ha impedito anche la pace fra le nazioni. Alla religione il compito di collegare la vita dell'uomo a un ordine superiore e soprattutto alla divinità, ma su questo mondo è necessario affermare il primato di un Etica Mondiale. I valori dell’etica sono quelli che uniscono e possono evitare incomprensione, intolleranza e conflitti. L’insegnamento e l’applicazione dell’etica costituiscono la base di cui ha bisogno ogni singolo individuo nel suo breve viaggio terreno. Alla religione il compito di occuparsi del dopo!

Sandro
Maggio 2016

Wednesday, September 30, 2015

COSA DICE IL CORANO

“In Cristo la Parola si è fatta carne. Nel Corano la Parola si è fatta libro”.
Il documento ha lo scopo di riportare il modo in cui temi di particolare interesse religioso, morale e sociale vengono affrontati dal Corano. Per ogni tema è presente una spiegazione ed una interpretazione. Vengono poi riportati i testi delle “Sure” del Corano relative al tema trattato.

IL CORANO
Il Corano è diviso in 114 capitoli o Sure, le quali (con l’eccezione del breve primo capitolo che figura nelle preghiere quotidiane del musulmano) sono disposte in ordine decrescente di lunghezza. Letteralmente la parola araba al-qur’an (da cui, poi, Corano) significa una recitazione.

IL MESSAGGIO
Dio, il Creato, il Se’ Umano, e il Giorno del Giudizio sono queste le pietre angolari su cui poggiano le dottrine del Corano. Nonostante la loro importanza, tuttavia, il Corano è “un libro che enfatizza l’azione piuttosto che l’idea” (Muhammad Iqbal). Il Corano è il maestro successivo a Gesù, che oltre ad essere una guida spirituale è un compendio legale. Le prescrizioni del Corano furono completate dalle “Hadith”, ovvero le tradizioni fondate da ciò che Maometto fece e disse di propria iniziativa.
Il Corano prosegue l’Antico e il Nuovo testamento, le precedenti rivelazioni di Dio, e se ne presenta come il culmine.

MAOMETTO
L’appellativo di Maometto è “Il Sigillo dei Profeti”, dopo di lui non ci sarà più alcun profeta riconosciuto.
Una voce scende dal cielo e ti dice:” Tu sei l’eletto”. I musulmani dicono che nella “Notte della Potenza” (o del destino), mentre una strana pace pervadeva il creato e l’intera natura era rivolta verso il suo Signore, a notte fonda il Libro fu spalancato davanti ad un’anima pronta.
In quella notte della Potenza, mentre Maometto era sdraiato a terra nella grotta (grotta sul monte Hira dove Maometto si soffermava spesso per riflettere e contemplare) l’arcangelo Gabriele venne a lui in forma di uomo. L’arcangelo gli disse “Leggi”! (Annuncia).

Sura 96 Al-'Alaq (L'Aderenza)
1. Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato,
2. ha creato l'uomo da un grumo di sangue.
3. Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo,
4. Colui Che ha insegnato mediante il calamo,
5. che ha insegnato all'uomo quello che non sapeva.


Da quel momento, Maometto non fu più padrone della propria vita: la donò a Dio e all’umanità, predicando le parole che Dio avrebbe trasmesso per ventitré anni.
Diceva Maometto: “Dio non mi ha inviato a compiere miracoli: mi ha mandato a voi per predicare … sono soltanto un messaggero delle parole di Dio, il portatore del suo messaggio all’umanità”. Maometto attestò un unico miracolo, il CORANO.

L’ISLAM
Il Corano afferma che l’Islam è la religione di Allah e rappresenta l’unica vera soluzione ai problemi dell’umanità. Infatti l’Islam è l’unica salvezza sia in questo mondo che nell’altro mondo.

Sura 3 Âl 'Imrân (La Famiglia di Imran)
19. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto.
 *[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]
85. Chi vuole una religione diversa dall'Islàm, il suo culto non sarà accettato, e nell'altra vita sarà tra i perdenti.


LA RETTA VIA
Le istruzioni del Corano insegnano alle persone di camminare sulla “retta via”. L’espressione proviene dalla prima Sura del Corano. La “retta via” è una via chiara: è diretta è esplicita. L’Islam descrive nei dettagli la via che propone. Per l’Islam La rivelazione di Dio all’umanità, è proceduta attraverso quattro grandi stadi.
Primo, Dio ha rilevato la verità del monoteismo, l’unicità di Dio, per bocca di Abramo.
Secondo, Dio ha rivelato i Dieci Comandamenti per bocca di Mosè.
Terzo, Dio ha rivelato la Regola d’Oro, cioè che dobbiamo fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi, per bocca di Gesù.
Quarto, Questi tre profeti erano messaggeri autentici e ciascuno ha introdotto aspetti importanti per una vita che è diretta a Dio. Rimaneva, tuttavia, una domanda: come dovremmo amare il prossimo? Per stare al passo con una vita sempre più complessa, il Corano fornisce le indicazioni. “La gloria dell’Islam consiste nell’aver dato corpo ai bellissimi sentimenti di Gesù in leggi precise” (Sayed Amir Ali)

Sura 1 Al-Fâtiha (L'Aprente)
1. In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso
 2. La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi
 3. il Compassionevole, il Misericordioso,
 4. Re del Giorno del Giudizio.
 5. Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
 6. Guidaci sulla retta via,
 7. la via di coloro che hai colmato di grazia, non di coloro che [sono incorsi] nella [Tua] ira, né degli sviati.


La prima Sura è considerata il Padre Nostro dell’Islam. Il fedele la ripete molte volte nelle sue cinque preghiere quotidiane.

LA CREAZIONE
Dio ha creato l’uomo e l’universo.
Dio è colui che vi ha creato, vi ha nutrito, poi vi darà la morte e quindi la nuova vita.

Sura 30 Ar-Rûm (I Romani)
40. Allah è Colui Che vi ha creati, poi vi ha nutriti, poi vi darà la morte e quindi vi darà la vita. C'è una delle vostre divinità che faccia qualcuna di queste cose? Gloria a Lui! Egli è ben più alto di ciò che Gli associano.

Sura 16 An-Nahl (Le Api)
10. Egli è Colui Che ha fatto scendere l'acqua dal cielo, bevanda per voi ed erba pei pascoli.
11. Per mezzo suo ha fatto germinare i cereali e l'olivo, le palme e le vigne e ogni altro frutto. In verità in ciò vi è un segno per gente che sa riflettere.
12. Vi ha messo a disposizione la notte e il giorno, il sole e la luna. Le stelle sono sottomesse al Suo ordine. In verità in ciò vi sono segni per gente che comprende.
13. E ha creato per voi sulla terra tutte le cose, di diversi colori. In verità in ciò vi è un segno per gente che ricorda.
14. Egli è Colui Che vi ha messo a disposizione il mare, affinché possiate mangiare pesce freschissimo e trarne gioielli con i quali vi adornate. Vedi la nave scivolarvi sopra, sciabordando, per condurvi alla ricerca della Sua grazia, affinché Gli siate riconoscenti.
15. Ha infisso sulla terra le montagne, affinché non oscilli sotto di voi e [ha disposto] fiumi e sentieri, affinché non vi smarriate.
16. E [ha stabilito] punti di riferimento: le stelle che vi fanno da guida.


LA PREDESTINAZIONE
La volontà di Allah è presente in tutto. Nulla può accadere al di fuori della sua volontà e della sua potenza. Ci sono eventi contro cui non possiamo fare nulla, che sfuggono alla nostra volontà. Questi eventi sono nelle mani di Allah. Nascita, morte, resurrezione, la nostra struttura psichica, il nostro aspetto, questi eventi e tanti altri sono predeterminati. Ogni uomo è soggetto al suo destino.

Sura 6 Al-An'âm (Il Bestiame)
59. Egli possiede le chiavi dell'invisibile, che solo Lui conosce. E conosce quello che c'è nella terra e nei mari. Non cade una foglia senza che Egli non ne abbia conoscenza. Non c'è seme nelle tenebre della terra o cosa alcuna verde o secca, che non siano [citati] nel Libro chiarissimo.

Sura 9 At-Tawba (Il Pentimento o la Disapprovazione)
51. Di': “Nulla ci può colpire altro che quello che Allah ha scritto per noi. Egli è il nostro patrono. Abbiano fiducia in Allah coloro che credono”.

Sura 10 Yûnus (Giona)
107. Se Allah decreta che ti giunga una sventura, non c'è nessuno, eccetto Lui, che possa liberartene. E se vuole un bene per te, nessuno può ostacolare la Sua grazia. Egli ne gratifica chi vuole tra i Suoi servi. Egli è il Perdonatore, il Misericordioso.

Il GIUDIZIO
Al di là delle differenze d’interpretazione, la credenza che riunisce i mussulmani circa l’altra vita è che ogni anima sarà ritenuta responsabile delle proprie azioni in terra a che il suo futuro dipenderà dalla rettitudine con cui avrà osservato i comandamenti di Dio.
Dio non va visto come il castigatore, sono le anime a giudicare se stesse; la morte incenerisce le autodifese, costringendoci a esaminare con totale obiettività come abbiamo vissuto la nostra vita. Sono le nostre azioni ad assumere il ruolo dell’accusa e della difesa.

Sura 17 Al Isrâ' (Il Viaggio Notturno)
13. Al collo di ogni uomo abbiamo attaccato il suo destino e nel Giorno della Resurrezione gli mostreremo uno scritto che vedrà dispiegato.
14. [Gli sarà detto:] “Leggi il tuo scritto: oggi sarai il contabile di te stesso”.
15. Chi segue la retta via, la segue a suo vantaggio; e chi si svia lo fa a suo danno; e nessuno porterà il peso di un altro. Non castigheremo alcun popolo senza prima inviar loro un messaggero.


Il GIARDINO DELL’EDEN
Allah promette il Paradiso a coloro che credono e fanno bene.

Sura 2 Al-Baqara (La Giovenca)
82. E coloro che hanno creduto e operato nel bene, sono i compagni del Paradiso e vi rimarranno in perpetuità.

Sura 47 Muhammad
15. [Ecco] la descrizione del Giardino che è stata promessa ai timorati [di Allah]: ci saranno ruscelli di un'acqua che mai sarà malsana e ruscelli di latte dal gusto inalterabile e ruscelli di un vino delizioso a bersi, e ruscelli di miele purificato. E ci saranno, per loro, ogni sorta di frutta e il perdono del loro Signore. Essi sono forse simili a coloro che rimangono in perpetuo nel Fuoco e che verranno abbeverati di un'acqua bollente che devasterà le loro viscere?

UN MONDO DI GIOIA
Grazie alla misericordia di Allah, il mondo del corano è un mondo di gioia, non soltanto per al giustizia finale, ma anche per l’aiuto ricevuto lungo il cammino e nel perdono dei pentiti.

Sura 93 Ad-Duhâ (La Luce del Mattino)
1. Per la luce del mattino,
2. per la notte quando si addensa:
3. il tuo Signore non ti ha abbandonato e non ti disprezza
4. e per te l'altra vita sarà migliore della precedente.
5. Il tuo Signore ti darà [in abbondanza] e ne sarai soddisfatto.
6. Non ti ha trovato orfano e ti ha dato rifugio?
7. Non ti ha trovato smarrito e ti ha dato la guida?
8. Non ti ha trovato povero e ti ha arricchito?


LA VERA VITA
La vera vita è l’aldilà, dopo la morte. Una nuova vita reale ed eterna. Come gli Ebrei e i Cristiani, i Musulmani credono che la vita presente sia solo una prova in attesa della vita dopo la morte. I punti fondamentali della fede comprendono: il Giorno del Giudizio, la Resurrezione, il Paradiso e l'Inferno.

Sura 29 Al-'Ankabût (Il Ragno)
64. Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la [vera] vita, se solo lo sapessero!

Sura 19 Maryam (Maria)
66. Dice l'uomo: “Quando sarò morto, chi mi riporterà alla vita?”.
67. Non si ricorda l'uomo che fummo Noi a crearlo quando ancora non era nulla?


L’USO DELLA FORZA
Il Corano non consiglia di porgere l’altra guancia o il pacifismo: insegna a perdonare e a contraccambiare il male con il bene, se le circostanze lo permettono. Il Corano consente la punizione di chi delinque senza giustificazione, per tutto il male che arreca. L’Islam ritiene che sia necessaria la giustizia: se si abroga il principio della reciprocità, richiesta dal principio di equità, la morale scade in idealismo impraticabile o in mero sentimentalismo.
Per il Corano una guerra è giusta se è difensiva o mirata a correggere un’ingiustizia. Il jihad è la concezione islamica di guerra santa, nella quale ai martiri che muoiono viene assicurato il paradiso.
Maometto impugnò la spada per difendersi, per evitare di essere cancellato dalla faccia della terra, insieme alla sua comunità e la sua Fede, affidatogli da Dio.

Sura 2 Al-Baqara (La Giovenca)
190. Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.
191. Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.
192. Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.


IL CASTIGO
Il castigo di coloro che tacciano di menzogna il LIBRO, dei miscredenti e di coloro che fanno la guerra ad Allah e seminano la corruzione sulla terra.

Sura 40 Al-Ghâfir (Il Perdonatore)
70. Coloro che tacciano di menzogna il Libro e ciò con cui inviammo i Nostri Messaggeri? Ben presto sapranno,
71. quando avranno gioghi ai colli e saranno trascinati in catene
72. nell'acqua bollente e poi precipitati nel Fuoco.


Sura 35 Fâtir (Il Creatore)
36. Coloro che invece non credono, avranno il fuoco dell'Inferno: giammai sarà decisa la loro morte e nulla sarà sottratto al castigo. Ricompenseremo così ogni ingrato.
37. E colà grideranno: “Signore, facci uscire, affinché possiamo compiere il bene, invece di quel che già abbiamo fatto!”. [Verrà loro risposto]: “Non vi abbiamo dato una vita abbastanza lunga, tale che potesse ricordarsi chi avesse voluto ricordare? Eppure vi era giunto l'ammonitore! Gustate dunque il castigo, ché per gli ingiusti non ci sarà soccorritore”.

Sura 5 Al-Mâ'ida (La Tavola Imbandita)
33. La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso,
34. eccetto quelli che si pentono prima di cadere nelle vostre mani. Sappiate, Allah è perdonatore, misericordioso.


LA TOLLERANZA RELIGIOSA
I mussulmani mettono in rilievo che Maometto incorporò nella sua costituzione per Medina il principio della tolleranza religiosa, annunciato dai versetti (2,256). Considerano quel documento la prima carta di libertà di culto nella storia dell’umanità. In ogni caso la tolleranza islamica impediva le persecuzioni, ma non le discriminazioni.
Dice Maometto in merito alla tolleranza religiosa:
“Costringerai dunque un uomo a credere, quando la Fede può venire soltanto da Dio?”.

Sura 2 Al-Baqara (La Giovenca)
62. In verità, coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti
256. Non c'è costrizione nella religione*. La retta via ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.
*[“Non c'è costrizione nella religione”: nessuno può essere costretto a seguire una religione e d'altra parte nessuno può essere impedito dal praticarla. Questo il significato generale del versetto. Secondo alcuni esegeti il versetto scese per tutelare la libertà religiosa della gente della Scrittura (nazareni ed israeliti)]


Sura 5 Al-Mâ'ida (La Tavola Imbandita)
48. E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione.* Giudica tra loro secondo quello che Allah ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta. Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso.  Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone: tutti ritornerete ad Allah ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi. 
*[“lo abbiamo preservato da ogni alterazione”: a differenza delle Scritture che lo hanno preceduto, il Corano possiede il carattere dell'inalterabilità. Il fatto che in esso, pur essendo stato per secoli copiato a mano, non sia mai stato possibile riscontrare delle interpolazioni è uno dei segni evidenti del carattere miracoloso del Corano]

EBREI E CRISTIANI NEL CORANO
Nel Corano gli Ebrei vengono condannati moralmente a motivo della loro non sottomissione e per altre ragioni, mentre i cristiani vengono rimproverati soprattutto per certe affermazioni dogmatiche, per certi ragionamenti sbagliati. Maometto non ha costretto neppure gli ebrei a emigrare o ad abiurare la propria fede: essi dovevano soltanto impegnarsi a un pagamento di un tributo.

Sura 9 At-Tawba (Il Pentimento o la Disapprovazione)
29. Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo*, e siano soggiogati.
*[“il tributo” (jizya): è il tributo di capitolazione con il quale giudei e cristiani riconoscevano lo Stato islamico. Il pagamento della “jizya” conferiva loro lo status di “dhimmîy” (protetti) e con il quale ottenevano il diritto di vivere in pace e in sicurezza nello Stato islamico. Ai tempi del Profeta, l'ammontare della “gizya” annua era pari a dieci dirham (circa 30 grammi d'argento) per ogni uomo adulto (donne, bambini, schiavi e poveri erano comunque esenti) e corrispondeva a dieci giorni di mantenimento alimentare]
30. Dicono i giudei: “Esdra è figlio di Allah”; e i nazareni dicono: “Il Messia è figlio di Allah”. Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!


MARIA
Maria è la donna tramite la quale Allah ha voluto dare un segno particolare: “In verità o Maria Allah ti ha prescelta; ti ha purificata e prescelta tra tutte le donne del mondo” (Sura 3, 42) e il segno è stato Gesù suo figlio, nato per volontà dell'Altissimo, divina creazione nella generazione umana: “...un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra” (Sura 19, 21).  Tutta la vicenda di Maria è dolcemente contraddistinta dall'abbandono ad Allah e da una purezza delle intenzioni che ne fa una figura angelicata; l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse che Maria, insieme a Fâtima, Khadîja e Asiya (la sposa di Faraone che salvò Mosè dal Nilo) è una delle signore del Paradiso.

Sura 19 Maryam (Maria)
16. Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente.
17. Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito* che assunse le sembianze di un uomo perfetto.
*[“il Nostro Spirito”: l'angelo Gabriele (pace su di lui)]
18. Disse [Maria]: “Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei [di Lui] timorato!”.
19. Rispose: “Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro”.
20. Disse: “Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?”.
21. Rispose: “È così. Il tuo Signore ha detto: "Ciò è facile per Me... Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa stabilita"”.
22. Lo concepì e, in quello stato, si ritirò in un luogo lontano.
[ … ]
27. Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: “O Maria, hai commesso un abominio!
28. O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio, né tua madre una libertina”.
29. Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: “Come potremmo parlare con un infante nella culla?”,
30. [Ma Gesù] disse: “In verità, sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta.
31. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l'orazione e la decima finché avrò vita,
32. e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento, né miserabile.
33. Pace su di me, il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita”.
34. Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano.


GESÙ
Per il Corano Gesù è un profeta, un grande profeta come Abramo, Noè e Mosè – ma niente di più. E come nel Nuovo Testamento Giovanni è il precursore di Gesù, così nel Corano Gesù è il precursore di Maometto. L’islam onora Gesù come un profeta e accetta la sua nascita verginale: le anime di Adamo e di Gesù sono le uniche due che Dio creò direttamente. Secondo il Corano non c’è dubbio che Gesù abbia predicato la verità; ma in un linguaggio diverso da quello dei Vangeli, anzi gli fa dire esplicitamente che egli pure è soltanto un uomo. Il Corano nega la crocifissione di Cristo.

Sura 5 Al-Mâ'ida (La Tavola Imbandita)
46. Facemmo camminare sulle loro orme Gesù, figlio di Maria, per confermare la Torâh che scese prima di lui. Gli demmo il Vangelo, in cui è guida e luce, a conferma della Torâh, che era scesa precedentemente: monito e direzione per i timorati.
47. Giudichi la gente del Vangelo in base a quello che Allah ha fatto scendere. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono gli iniqui.

Sura 43 Az-Zukhruf (Gli Ornamenti d'Oro)
63. Quando Gesù portò le prove evidenti disse: “Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete. Temete Allah e obbeditemi.
64. In verità Allah è il mio e vostro Signore. AdorateLo allora. Ecco la retta via”.


TRINITÀ E INCARNAZIONE DI DIO
Il Corano respinge la dottrina dell’Incarnazione e della Trinità, vedendola come invenzioni che offuscano la distinzione tra divino ed umano.

Sura 4 An-Nisâ' (Le Donne)
171. O Gente della Scrittura, non eccedete nella vostra religione e non dite su Allah altro che la verità. Il Messia Gesù, figlio di Maria non è altro che un messaggero di Allah, una Sua parola che Egli pose in Maria, uno spirito da Lui [proveniente]. Credete dunque in Allah e nei Suoi Messaggeri. Non dite “Tre”, smettete! Sarà meglio per voi. Invero Allah è un dio unico. Avrebbe un figlio? Gloria a Lui! A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Allah è sufficiente come garante.

LA FAMIGLIA
La società islamica è fondata su una famiglia di tipo patriarcale. La stabilità e forza della famiglia e garantisce pace e sicurezza per i suoi membri, contribuisce inoltre all’ordine sociale.

Sura 17 Al Isrâ' (Il Viaggio Notturno)
23. Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di trattare bene i vostri genitori. Se uno di loro, o entrambi, dovessero invecchiare presso di te, non dir loro “uff!” e non li rimproverare; ma parla loro con rispetto,
24. e inclina con bontà, verso di loro, l'ala della tenerezza; e di': “O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo”.


IL PECCATO
Sura 4 An-Nisâ' (Le Donne)
110. Chi agisce male o è ingiusto verso se stesso e poi implora il perdono di Allah, troverà Allah perdonatore, misericordioso.
111. Chi commette un peccato, danneggia se stesso. Allah è sapiente, saggio.
112. Chi commette una mancanza o un peccato e poi accusa un innocente, si macchia di calunnia e di un peccato evidente.


LE DONNE
Due passi del Corano, riguardanti la posizione della donna all’interno della società, esprimono concetti contradditori.

Sura 4 An-Nisâ' (Le Donne)
34. Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele*. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.
*[“battetele”: interrogato in merito a questa forma di punizione maritale, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) l'ha sconsigliata con fermezza e, in caso estremo, l'ha permessa a condizione di risparmiare il volto e che i colpi vengano inferti con un fazzoletto o con il siwâk (il bastoncino che si usa per la pulizia dei denti)]


Sura 2 Al-Baqara (La Giovenca)
228. Le donne […] hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini hanno maggior responsabilità. Allah è potente, è saggio.

LA POLIGAMIA
È vero che il Corano permette ad un uomo di avere fino a quattro mogli, ma si va affermando l’idea che una lettura attenta della sua normativa ritenga ideale la monogamia.

Sura 4 An-Nisâ' (Le Donne)
3. E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.

IL VELO DELLE DONNE
Per quanto riguarda il velo delle donne e la loro segregazione in generale, la prescrizione coranica è limitata. Stabilisce soltanto quanto riportato nella Sura 33,59. Gli eccessi che si sono sviluppati da questa direttiva sono legati ai costumi locali e non sono vincolati dalla religione.

Sura 33 Al-Ahzâb (I Coalizzati)
59. O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso.

I CINQUE PILASTRI
I doveri religiosi dei musulmani si riassumano nei cinque pilastri:

Il primo è il credo o professione di fede dell’Islam noto come Shahada
Il secondo è la preghiera canonica
Il terzo è la carità
Il quarto è l’osservanza del Ramadam
Il quinto è il pellegrinaggio

Il Credo, professione di fede
“Non c’è dio se non Dio, e Maometto è il suo Profeta”

Questa professione di fede viene recitata dal credente più volte al giorno, ed è gridata dai minareti nell’ora della preghiera.

La Preghiera
L’Islam prescrive la preghiera cinque volte al giorno. La preghiera nell’Islam è in primo luogo una preghiera rituale, con formule e gesti rigorosamente prescritti, e che prima di tutto è un inno di lode a Dio. Un elemento invariabile nella preghiera è la recita della Sura numero 1.

Sura 29 Al-'Ankabût (Il Ragno)
45. Recita quello che ti è stato rivelato del Libro ed esegui l'orazione. In verità l'orazione preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole. Il ricordo di Allah è certo quanto ci sia di più grande.* Allah conosce perfettamente quello che operate.
*[Recitazione del Corano, orazione e Ricordo di Allah (Dhikr) sono gli strumenti per avvicinarsi ad Allah (gloria a Lui l'Altissimo); saperli usare correttamente è importantissimo per il credente che, nella pratica rituale obbligatoria e supererogatoria, persegue un obiettivo di preservazione dal male e di purificazione.]


La Carità
La carità è un’elemosina, una piccola tassa pari ad un quarantesimo, o al 2,5 per cento del capitale e della proprietà, ma chiunque è libero di donare di più. Le donazioni di elemosina sono per i poveri ed i bisognosi.

Sura 2 Al-Baqara (La Giovenca)
270. Quali che siano i beni che darete in elemosina, o i voti che avete fatto, Allah li conosce. E per gli iniqui non ci saranno soccorritori.
271. Se lasciate vedere le vostre elargizioni, è un bene; ma è ancora meglio per voi, se segretamente date ai bisognosi; [ciò] espierà una parte dei vostri peccati. Allah è ben informato su quello che fate.


Il Ramadam
Il Corano proibisce ai mussulmani di mangiare carne di maiale (animale impuro). È proibito anche bere alcool.  Peraltro l’Islam non tende ad alcuna forma di ascetismo; al contrario, il Corano dice che “Dio non desidera rendere difficile la vita agli uomini, ma renderla facile”. Fa eccezione il digiuno del Ramadan, che cade al nono mese dell’anno lunare: tra il sorgere e il tramontare del sole è proibito mangiare, fumare e avere rapporti sessuali.

Sura 2 Al-Baqara (La Giovenca)
183. O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati;  
184. [digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni. Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo, c'è un'espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste!
185. É nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!


Il Pellegrinaggio
Per ogni musulmano adulto è un preciso dovere recarsi alla Mecca almeno una volta nella vita. Qui si trova il santuario islamico più antico, la Ka’ba. La Mecca e la Ka’ba sono il centro del mondo per i musulmani, che verso la Mecca non solo si rivolgono quando pregano, ma in quella direzione seppelliscono anche i morti e costruiscono le moschee.

Sura 22 Al-Hajj (Il Pellegrinaggio)
26. Stabilimmo per Abramo il sito della Casa (dicendogli): “Non associare a Me alcunché, mantieni pura la Mia Casa per coloro che vi girano attorno, per coloro che si tengono ritti [in preghiera], per coloro che si inchinano e si prosternano.
27. Chiama le genti al pellegrinaggio: verranno a te a piedi e con cammelli slanciati, da ogni remota contrada,


IL GIORNO DEL GIUDIZIO
Dottrina del Giudizio. In questo scenario il Corano presenta la vita come un’opportunità breve ma immensamente preziosa, che offre una scelta una volta per tutte.

Sura 81 At-Takwîr (L'Oscuramento)
1. Quando sarà oscurato il sole,
2. e spente le stelle,
3. e messe in marcia le montagne,
4. e neglette le cammelle gravide di dieci mesi,
5. e radunate le belve,
6. e ribollenti i mari,
7. e divise in gruppi le anime*,
*[“e divise in gruppi le anime”: “e i buoni saranno ricongiunti ai buoni e i malvagi ai malvagi”]
8. e quando verrà chiesto alla [neonata] sepolta viva
9. per quale colpa sia stata uccisa*,
*[Come già in altri brani, Allah (gloria a Lui l'Altissimo) ribadisce la condanna della pratica dell'uccisione delle neonate]
10. e quando saranno dispiegati i fogli,
11. e scorticato il cielo,
12. e attizzata la Fornace,
13. e avvicinato il Paradiso,
14. ogni anima conoscerà quel che avrà prodotto.


Riferimenti:
“Le Religioni del Mondo” Huston Smith 1958
“Cristianesimo e religioni universali” Hans Küng 1986
“Il libro delle religioni” Jostein Gaarder 1998
“Der Islam“  Osman Nuri Topbas 2008
“Il Sacro Corano“   http://www.corano.it/corano.html