Monday, March 26, 2012

L'essenza dell' Io è relazione


La logica dell’Universo è relazione LOGOS. È la Sapienza, la legge dell’ordine e delle relazioni ordinate che presiede al funzionamento del mondo ed alla vita delle sue creature. Per la religione, la Sapienza è stata creata da Dio, ed il Logos è il verbo di Dio!


L’essere umano è energia vitale, lavoro, una complessa rete di relazioni.


A livello di materia l’energia delle cellule che costituiscono il corpo umano ed in particolare le loro relazioni ordinate rispondono a delle leggi ben precise. Quando i processi vitali della materia si svolgono nell’ordine e nelle giuste relazioni, il nostro corpo è sano. Quando l’ordine e le relazioni si deteriorano, il nostro corpo si ammala, l’equilibrio si è rotto.


L’essere a livello psichico risponde anch’esso ad una complessa rete di relazioni ordinate e nel suo intimo partecipa alla stessa logica d’ordine e di simmetria che presiede al Logos. Quando in noi le relazioni, i legami ed i rapporti amorevoli sono forti e sani godiamo di un benessere spirituale. Quando invece le relazioni ed i rapporti amorevoli sono scarsi o disturbati l’essere umano va in crisi, perché si deteriora l’essenza del proprio Io.


L’uomo è dunque il risultato d’infiniti legami materiali e spirituali e sottostà allo stesso principio logico, il Logos, che governa l’universo. Il fondo dell’uomo è il rapporto, il legame, la relazione e per questo l’uomo si unisce con i suoi simili, forma una famiglia, vive in una società e fa parte dell’umanità. All’interno di queste strutture e sistemi, ciascuno di noi desidera un’attenzione amorevole da parte degli altri. In un sano rapporto, dà agli altri la medesima attenzione amorevole da lui desiderata.


Tramite l’empatia si esprime un comportamento di cooperazione iscritto nel nostro codice genetico, ed il nostro essere-relazione ci porta a generare l’etica riassunta al meglio con la regola aurea della reciprocità “Non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te”.


Partendo dall’Io quale essere-relazione e passando per l’empatia e l’etica si arriva ad individuare un patrimonio comune fondamentale di valori guida per i rapporti dell’essere con se stesso e con i suoi simili. L’uomo può essere autenticamente uomo (essere-relazione) quando a livello personale segue la regola aurea della reciprocità e tramite l’empatia sviluppa la capacità di immedesimarsi nelle situazioni e nei pensieri degli altri, condivide con gli altri, paure, attese, speranze, e nel senso cristiano aiuta il prossimo. Per dirlo con le parole di Paolo da Tarso, quando c’è la Carità.


Sandro

Thursday, February 9, 2012

Dio dell'amore e Dio della creazione


Nel concetto di Dio (l’Assoluto) è presente il dualismo del Dio dell’amore e del Dio misterioso della creazione.


Per i cristiani l’essenza del Dio dell’amore si è incarnata in Gesù Cristo, il ponte verso il Dio dell’amore. Tramite Gesù, l’uomo realizza la comunione con Dio.


Piu ardua, astratta, difficile appare la comunione con il Dio della creazione (il Dio nascosto). L’uomo è confrontato con un mistero, con i flutti dell’eternità.


Albert Schweitzer con la sua filosofia del “Rispetto per la Vita” indica una via per un rapporto spirituale con la volontà creatrice, partendo dal mistero della vita.


“L’Assoluto è un’immagine cosi astratta che sfugge ad una vera comprensione. Non ci è assegnato il compito di servire l’infinita e imperscrutabile volontà creatrice, con una conoscenza chiara del suo essere e delle sue intenzioni. Ma noi possiamo avere un rapporto spirituale con questa volontà creatrice se siamo consapevoli di trovarci sotto il dominio del mistero della vita, e se ci consacriamo attivamente a tutti gli esseri viventi che abbiamo l’occasione e la possibilità di aiutare.

Con il rispetto per la vita noi diventiamo religiosi, pii, in modo elementare profondo e vivo.”


Ecco quindi come il dualismo può essere affrontato.

Nella religione cristiana l’uomo dalla comunione con Gesù Cristo arriva al Dio dell’amore che è un tutto uno con il Dio della creazione. La filosofia del “Rispetto per la Vita” di Albert Schweitzer, ponendo al centro delle sue riflessioni la vita, aiuta a creare un nuovo ponte verso il Dio della creazione. La comunione con il Dio della creazione si realizza consacrando la nostra vita alla Carità verso tutti gli esseri viventi, aiutando a mantenere la vita che Dio ha creato, ad incrementarla di innalzarla al suo valore più alto. Questa filosofia è religione.


È un fatto che il Dio dell’amore di Gesù è più vicino a noi mentre il Dio della creazione è sempre lontano ed imperscrutabile; forse questo dipende dal fatto che il Dio che c’è dato di conoscere tramite Gesù agisce nelle dimensioni di questo mondo, il Dio della creazione agisce nell’universo e nell’eternità.


Sandro

Wednesday, February 1, 2012

Deutschland und die Euro-Rettung

In der Geschichte der vergangenen Jahrhunderte hatte Deutschland eine entscheidende Rolle und ein besonderes Schicksal. Im zwanzigsten Jahrhundert führten die Expansionspolitik und die Militärkraft Deutschlands zur Zerstörung in Europa. Zu Beginn des 21. Jahrhunderts hat Deutschland dank seiner politischen Stabilität und starken Wirtschaft eine zentrale Rolle in Europa errungen.

Doch auch heute nach 70 Jahren lastet auf dem kollektiven Bewusstsein der Deutschen die fatale Rolle, die Deutschland im Zweiten Weltkrieg gespielt hat. In Europa sind die Erinnerungen an die Barbarei, die Zerstörung, den Verlust von Menschenleben und den Holocaust immer noch präsent. Es gibt immer noch viele Menschen, die jene Jahre erlebt haben und deren Zeugen sind.

1943 habe ich als Junge die deutsche Besatzung in Rom persönlich erlebt, die Zeit der Deportation von Juden aus dem Ghetto, des Massakers von 335 Zivilisten in den Fosse Ardeatine, die Razzien und Deportationen. Der Krieg hat auch meine Familie getroffen und unser Leben für immer geprägt.

1945 war Deutschland besiegt und vernichtet, die Bevölkerung verzweifelt. Dank des starken Willens und der Fähigkeit der Deutschen sowie der Unterstützung durch die USA und deren europäischen Verbündeten konnte sich Deutschland in der Nachkriegszeit wieder erholen. Wenn Deutschland zur Entschädigung aller Kriegsschäden und zur Rückzahlung aller Schulden verpflichtet gewesen wäre, würde das Deutschland von heute nicht existieren.

Mit dem Vertrag von London vom 27. Februar 1953, der von 60 Staaten (darunter Italien, Spanien und Griechenland) unterzeichnet wurde, waren Deutschlands Auslandsschulden halbiert. Die Vereinbarung legte den Grundstein für den zukünftigen Erfolg der Nation, die sich zur größten Volkswirtschaft in Europa entwickelte.

Die im Jahr 2007 von den USA ausgegangene Wirtschafts-und Finanzkrise hat sich mit schwerwiegenden Folgen in Europa ausgebreitet und die strukturelle Schwäche der Euro-Währungszone in dramatischer Weise offenbart. Im Jahr 2011 mussten die schwer verschuldeten Länder wie Griechenland, Italien und Spanien ihre Schulden zu sehr hohen Zinsen refinanzieren. Heute laufen diese Nationen die Gefahr des Bankrotts und gefährden Europa und die Eurozone.

2012 ist Deutschland als führende Nation gefordert, eine entscheidende Rolle in der Lösung der Krise zu übernehmen. Mit der Rettung der Europäischen Union und der Eurozone, auch auf Kosten großer Opfer, würde Deutschland grosse Anerkennung gebühren.

Nachfolgend zitiere ich ein Teil der Rede von Helmut Schmidt, deutscher Bundeskanzler von 1974 bis 1982, die er im Dezember 2011anlässlich eines Kongresses seiner Partei gehalten hat:

« Unsere geopolitische Zentrallage, unsere unglückliche Rolle im Verlauf der europäischen Geschichte bis in die Mitte des 20. Jahrhunderts, unsere heutige Leistungsfähigkeit, all dies verlangt von jeder deutschen Regierung ein sehr hohes Mass an Einfühlungsvermögen in die Interessen unserer EU-Partner.

Und unsere Hilfsbereitschaft ist unerlässlich. Wir Deutschen haben unsere grosse Wiederaufbau-Leistung der letzen sechs Jahrzehnte nicht nur aus eigener Kraft zustande gebracht. Sie wäre nicht möglich gewesen ohne die Hilfe der westlichen Siegermächte, nicht ohne Einbettung in die europäische Gemeinschaft und das atlantische Bündnis, nicht ohne die Hilfen unserer Nachbarn, nicht ohne den politischen Ausbruch im Osten Mitteleuropas und nicht ohne das Ende der kommunistischen Diktatur. Wir Deutschen haben Grund zur Dankbarkeit. Und zugleich haben wir die Pflicht, uns der empfangenen Solidarität würdig zu erweisen durch eigene Solidarität mit unseren Nachbarn! »

In seiner Rede zeigt Helmut Schmidt die notwendigen Reformen zur Überwindung der Krise wie folgt auf:

« Dazu gehören die Rettungsfonds, die Verschuldungsobergrenzen und deren Kontrolle, eine gemeinsame ökonomische und fiskalische Politik, eine Reihe von jeweils nationalen steuerpolitischen Reformen ».

und kommt somit zum Schluss:

« Aber zwangsläufig wird auch eine gemeinsame Verschuldung unvermeidbar werden. Wir Deutschen dürfen uns dem nicht national-egoistisch verweigern ».

Leider spiegelt sich diese Weisheit von Helmut Schmidt in der heutigen Politik der deutschen Regierung nicht wider.

Es bleibt zu hoffen, dass Deutschland und die EU-Mitgliedsstaaten einen Weg zur Lösung der gegenwärtigen Krise finden und dass ein noch stärkeres, vereintes Europa als zuvor entsteht.

Sandro

02-02-2012

La Germania e la salvezza dell'Euro

Nella storia dei secoli scorsi la Germania ha avuto un ruolo determinante ed un destino particolare. Nel XX secolo la sua politica espansionistica e la sua potenza militare l'hanno portata ad essere il fuoco della distruzione in Europa. All'inizio del XXI secolo la sua stabilità politica e la sua forte economia l'hanno portata a svolgere un ruolo centrale in Europa.

Tuttavia, ancora oggi dopo 70 anni, sulla coscienza collettiva dei tedeschi pesa il ruolo nefasto avuto dalla Germania nella seconda guerra mondiale. In Europa il ricordo delle barbarie, delle distruzioni, delle perdite di vite umane, dell'Olocausto non sono dimenticati. Ci sono ancora tante persone che quegli anni li hanno vissuti e ne sono testimoni.

Personalmente ho vissuto da ragazzo l'occupazione tedesca a Roma nel 1943, gli anni delle deportazioni degli Ebrei dal Ghetto, la strage di 335 civili alle Fosse Ardeatine, i rastrellamenti e le deportazioni. La guerra ha colpito anche la mia famiglia e segnato per sempre la nostra vita.

Nel 1945 alla fine della guerra la Germania era vinta e distrutta, la sua popolazione decimata e disperata. La Germania è potuta rinascere dalla catastrofe per merito della volontà e della capacità del suo popolo e per gli aiuti forniti dagli USA e dai suoi alleati europei. Se la Germania avesse dovuto risarcire tutti i danni di guerra e ripagare tutti i debiti contratti, la Germania di oggi non esisterebbe.

Con il trattato di Londra del 27 febbraio 1953, firmato da 60 stati (tra cui Italia, Spagna e Grecia) il debito estero della Germania fu dimezzato. Con il patto furono gettate le basi per il futuro successo della nazione che è divenuta la piu grande potenza economica europea dei nostri giorni.

Nel 2011 la crisi economica e finanziaria partita dagli USA ha provocato una recessione globale che ha investito l'Europa come un Tsunami. La debolezza strutturale della zona euro si è manifestata in modo drammatico. Nel 2011 le nazioni più indebitate come Grecia, Italia e Spagna si sono trovate nella situazione di dover rifinanziare i loro debiti pagando interessi altissimi. Oggi queste nazioni corrono il pericolo di bancarotta. Il futuro dell'Europa e della zona euro rischia il collasso.

Nel 2012 la Germania, nazione guida forte della sua potenza economica, è chiamata a svolgere un ruolo determinante per far uscire l’Europa dalla crisi. Salvare l'unione europea e la zona euro, anche a prezzo di grandi sacrifici, sarebbe per la Germania un grande motivo di orgoglio e di riscatto.

Riporto in merito, quanto detto da Helmut Schmidt, cancelliere tedesco dal 1974 al 1982, in un discorso tenuto a dicembre 2011al congresso del suo partito.

« La nostra posizione geopolitica centrale in Europa, il nostro ruolo sfortunato e nefasto negli avvenimenti della storia europea fino alla metà del 20. secolo e la nostra attuale potenza produttiva ed economica; tutto questo richiede da ogni governo tedesco un notevole grado di sensibilità e comprensione nei riguardi dei nostri partner europei.

La nostra disponibilità all’aiuto è inderogabile.

L’opera di ricostruzione della Germania ed i grandi risultati ottenuti negli ultimi sessanta anni non sono un merito da accreditare alle sole nostre forze. Questi obiettivi non sarebbero mai stati raggiunti senza l’aiuto delle potenze vincitrici, senza la nostra integrazione in Europa ed al Patto Atlantico, senza l’aiuto delle nazioni a noi vicine, senza il radicale rinnovamento politico e sociale avvenuto ad est dell’Europa centrale e senza la fine della dittatura comunista. Noi tedeschi abbiamo motivo di gratitudine e nello stesso tempo abbiamo il dovere di onorare la solidarietà che abbiamo ricevuto contraccambiandola con la nostra ».

Helmut Schmidt nel suo discorso indica le riforme necessarie per superare la crisi:

« Un Fondo salva-stati. Un limite massimo per l’indebitamento ed il relativo controllo. Una politica economica e fiscale coordinata a livello europeo. Un pacchetto di riforme a livello nazionale nel campo sociale, fiscale e mercato del lavoro; il tutto accompagnato dal controllo delle spese ».

e conclude così il suo discorso:

« …fatalmente un indebitamento collettivo della zona euro sarà inevitabile. Noi tedeschi siamo chiamati ad abbandonare il nostro egoismo nazionale ».

Purtroppo la saggezza che traspare dal discorso di Helmut Schmidt non trova riscontro nella politica dell'attuale governo tedesco.

Con questi argomenti, ci auguriamo che la Germania e gli altri stati membri dell'Unione Europea sappiano trovare la via per salvare un grande progetto e che dall'attuale crisi esca un Europa ancora più unita e forte di prima.

Sandro

02-02-2012

P.S. Questo Post è stato pubblicato da ColosseoNews in lingua tedesca con il titolo «Deutschland und die Euro-Rettung».


Thursday, January 19, 2012

Costa Concordia, una metafora


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Nel naufragio della nave Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012 davanti l’Isola del Giglio, sembra che una grande regia abbia voluto rappresentare in senso metaforico certi aspetti del carattere di un paese, l’Italia.

La Costa Concordia è una nave da crociera concepita come una piccola Las Vegas galleggiante; a bordo ci sono piscine, ristoranti, sale da ballo e da gioco, la nave offre vacanze e divertimento per ca. 3000 passeggeri. L’equipaggio di ca. 1000 persone è composto prevalentemente da personale di servizio e d’intrattenimento. La parte nautica è affidata al comandante ed ai suoi ufficiali, i marinai sono pochi; le moderne attrezzature elettroniche di controllo permettono la navigazione con pochi addetti.

Anche il sistema Italia fa pensare ad una grande nave da crociera, offre fasto e spettacolo (Sport, TV) e poca concretezza (futuro, giustizia e lavoro). Nel subcosciente degli italiani c’è il desiderio di allontanarsi dalla realtà, spesso molto dura, per rifugiarsi nell’irreale e trovare conforto nel mondo dello spettacolo.

La nave era partita da Civitavecchia il 13 gennaio 2012 con rotta Savona, tutto procedeva bene fino alle ore 21:42 quando, per offrire ancora piu spettacolo, il Comandante ha fatto avvicinare la nave fino a 150m dalla costa dell’isola del Giglio andando ad urtare contro uno scoglio che ha squarciato lo scafo. In un attimo passando dalla vacanza ad una situazione di emergenza il sistema Costa Concordia ha dimostrato tutta la sua fragilità ed inadeguatezza a fronteggiare il pericolo.

Anche il sistema Italia quando è andato ad urtare contro la crisi finanziaria del 2011 ha dimostrato tutta la sua fragilità ed inadeguatezza.

Il dramma del naufragio è iniziato con le bugie, il comandante ha negato che ci fosse pericolo ed ha annunciato ai passeggeri che tutto era sotto controllo.

Anche il primo ministro italiano di fronte alla crisi finanziaria del 2011 ha dichiarato che non c’era crisi e che il sistema era solido e sotto controllo.

L’emergenza a bordo della nave è stata gestita malissimo. La nave non ha lanciato subito l’SOS. I passeggeri hanno ricevuto comunicazioni false e fuorvianti e non sono stati assistiti da personale di bordo qualificato coordinato dal comandante. L’allarme ed il soccorso sono stati messi in atto solo dopo la telefonata di una passeggera che, tramite la famiglia ed i Carabinieri, ha avvertito la Guardia Costiera di Livorno che ha avuto il merito d’intuire subito la gravità della situazione ed agire in conseguenza.

La nave dopo l’impatto con lo scoglio ha manovrato a velocità ridotta per portarsi il più possibile sotto costa, fino ad andarsi ad incagliare vicino all’ingresso del porto del Giglio. Con questa manovra il comandante ha probabilmente salvato la vita a tantissime persone. Tuttavia, dopo aver lanciato il segnale dell’abbandono nave, il comandante ed i suoi ufficiali si sono resi colpevoli di un grave reato, non sono rimasti a bordo per coordinare il salvataggio dei passeggeri, ma si sono calati in mare su una scialuppa.

Anche il primo ministro italiano di fronte alla crisi finanziaria del 2011 ha abbandonato il ponte di comando assieme ai suoi ministri, avendo capito di non essere più in grado di gestire la situazione.

La Guardia Costiera di Livorno ha svolto un ruolo decisivo nel coordinamento delle operazioni di salvataggio. L’ufficiale operativo Gregorio De Falco, nonostante le informazioni fuorvianti che giungevano dalla nave, ha preso in mano la situazione ed ha costretto il comandante a lanciare l’SOS ed a fargli ordinare l’abbandono della nave, un’ora dopo l’impatto con lo scoglio. Al comandante è stato inoltre ordinato di risalire immediatamente sulla sua nave per coordinare le operazioni di salvataggio; in effetti, questo non è avvenuto.

Anche in Italia la situazione con pericolo di default causata dalla crisi finanziaria del 2011, dopo una prima fase confusa ed inefficace gestita dal governo, è stata presa in mano dal Presidente della Repubblica che ha portato alla caduta del governo e reso evidente l’inadeguatezza del sistema politico vigente. Alla guida del paese è stato istituito un governo tecnico.

Purtroppo il dramma del naufragio della Costa Concordia non si è ancora concluso, in data 19 Gennaio 2012 il conto della e vittime è di 11 persone e di 21 dispersi. Incombe il pericolo di un disastro ecologico in caso di fuoriuscita delle 2400 tonnellate di carburante dai serbatoi della nave.

In Italia lo spettacolo fa parte della cultura del paese ed è favorito in maniera degenerata da una certa categoria di stampa e televisione. I giornalisti sono sguinzagliati per intervistare vittime e parenti di vittime, una consuetudine perversa di chi non fornisce informazione ma cerca solo la sensazione. Senza nessun rispetto per i il dolore e i drammi della gente colpita dalle disgrazie, tutto è messo sotto gli occhi di tutti. Il giorno 18 Gennaio la trasmissione televisiva di RAI 1“Porta a Porta” ha intervistato in diretta la madre sconvolta di una bambina ancora dispersa nel naufragio. Dove è il rispetto per il dolore di quella donna? Il dolore non può essere portato in pubblico; il dolore è privato! Dove sta la decenza?
Possibile che tutto debba essere sempre e solo spettacolo!

In Italia, il capitano della Guardia Costiera di Livorno Gregorio De Falco che ha svolto in modo esemplare ed intelligente il suo compito in una situazione d’estrema gravità, è visto oggi come un eroe. Un’altra manifestazione della vocazione melodrammatica del paese. A questo ha risposto bene la moglie dell’ufficiale:
«Mio marito non è un eroe; ha fatto solo il suo dovere».

Sandro

Friday, December 23, 2011

Il presepio rappresentazione del Natale


In occasione del Natale si ricorda la nascita di Gesu` con la rappresentazione del presepio.

Le chiese espongono i loro presepi storici di grandi proporzioni, ogni figura è una piccola opera d’arte, il paesaggio è molto curato e suggestivo.


Per gli italiani però il presepio più caro e prezioso non è quello della chiesa, bensì quello di casa. E’ il presepio che la famiglia realizza con delle piccole figure e con semplici mezzi per rappresentare la Natività. Il cielo è di carta trasparente blu piena di stelle dorate, il fiume è un nastro di carta argentata e le montagne sono di cartone.


Ogni anno si cerca di rendere il presepio più bello. A Roma le famiglie si recano al grande mercato del presepio di Piazza Navona per acquistare delle nuove figure, una casetta e degli elementi decorativi. Una volta le figure erano di terracotta e le casette di legno. Purtroppo oggi tutto è realizzato in plastica!


Oggi il Natale è cambiato e la tradizione del presepio convive con quella dell’albero di Natale. Gli artigiani che realizzavano a mano le figurine di terracotta non ci sono più ed i genitori hanno sempre meno tempo per allestire il presepio. I tempi moderni sembrano indebolire le nostre tradizioni.


Presepe in crisi? Si e No. I tempi sono cambiati e di conseguenza si indeboliscono e cambiano anche i simboli.


Oggi è sempre più forte in noi il bisogno della buona novella e di speranza per il futuro. Il messaggio espresso dal presepio rimane …. è il messaggio del Natale.


A questa mia modesta nota, desidero aggiungere un piccolo brano sul Natale scritto da un ignoto autore tedesco.


« Vi è un punto nel quale Dio è disceso per toccare il mondo con mano carezzevole: questo punto, nel tempo è la notte di Natale – nello spazio è la grotta di Betlemme. Vi è un punto nel quale questo mondo è diventato esso stesso luce, sotto il tocco di quel Dio che, facendosi uomo, è diventato egli stesso una particella di questo mondo. E questa particella tutta luce è il fragile corpo del bambino: è come se una scintilla dal cielo, rivestendo la nostra stessa carne, l’avesse accesa come una stella ».


P.S. Le statuette riportate dalla fotografia sono in terracotta ed hanno ca. 70 anni. Sono le statuette del presepio di casa nostra.


Sandro

Wednesday, December 7, 2011

Decreto Monti salva Italia, poca equità.

L'anno 2011 ha segnato il completo fallimento del sistema politico italiano. Di fronte alla crisi finanziaria che ha colpito la zona-euro, fino ad arrivare a minacciare il tracollo economico dell’Italia, il governo non è stato in grado né di riconoscere né di affrontare il grave pericolo di “default”. Il governo Berlusconi è stato costretto a dare le dimissioni, per far posto ad un governo tecnico. Un governo incapace, guidato da un premier discreditato, ed un sistema politico bipolare bloccato hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza nel momento in cui era in gioco il futuro del paese.


Il presidente della repubblica Giorgio Napoletano, con sagacia e tempestività ha affidato il compito di operare il salvataggio finanziario del paese a Mario Monti. L’iniziativa del presidente ha riscosso l’approvazione della maggioranza degli italiani, che hanno manifestato al nuovo premier la loro stima e riposto in lui la loro fiducia.


Monti in brevissimo tempo, ha approntato una squadra di governo e messo a punto una manovra finanziaria avente come obiettivi: mettere a posto i conti dello stato come richiesto dall’Europa, riacquistare la fiducia dei mercati finanziari in merito alla tenuta del paese e cercare di far ripartire la stagnante economia.


«Chiamatelo decreto salva-Italia». Così Mario Monti ha definito il 5 dicembre 2011 la manovra economica da 30 miliardi varata dal suo governo. Monti aveva promesso che la manovra, necessariamente molto pesante, sarebbe stata emanata all’insegna di «Efficienza, Equità e Sviluppo».


L’attesa del contenuto delle misure anticrisi, rispettose come promesso dell’equità sociale, è stata grande, ma ci si era dimenticati che un governo tecnico non è mai un governo indipendente, bensì è soggetto alle richieste ed ai divieti delle forze politiche che devono garantirne la maggioranza in parlamento.


Con il dovuto rispetto per il lavoro svolto da Mario Monti e dai suoi ministri si deve amaramente costatare che alcune delle misure proposte non rispettano il criterio di equità. Una misura in particolare è inaccettabile, quella che riguarda la mancata indicizzazione delle pensioni superiori a 940 euro al mese. Di fronte a questo “sacrificio” lo stesso ministro del lavoro Elsa Fornero, nell’annunciare tale misura, si è commossa e non è riuscita a portare a termine la sua esposizione.


mancata indicizzazione delle pensioni oltre i 940 euro = iniquità


Per la stragrande dei pensionati (7 su 10) che percepiscono una pensione superiore a 960 euro mensili, la misura proposta è troppo pesante.


Si è anche detto che il mantenimento dell'adeguamento del caro vita per le pensioni inferiori a 960 euro viene compensato con una tantum dell'1.5% sui capitali rientrati dall'estero con lo scudo fiscale di Tremonti. A questo punto c’è da chiedersi perché con la manovra non si è aumentata l’una tantum al 5% ? La Germania ha sanzionato chi ha esportato capitali evadendo le tasse fino al 34%, l’Italia ha invece applicato sanzioni irrisorie dal 2.5 al 7% , perché?


Per concludere:


Mario Monti chiama il suo decreto salva-Italia. È possibile e me lo auguro, ma senza le dovute correzioni ed emendamenti nella fase di finalizzazione, è difficile parlare di Equità.


In Italia le ingiustizie possono essere riparate solo con altre ingiustizie. Molto spesso le ingiustizie le subiscono la povera gente. Per quanto riguarda l’equità, il paese la sta cercando da 150 anni e non l’ha ancora trovata. È triste ma è cosi!


Sandro