Tuesday, June 25, 2013

ASCOLTA


  1. Non temere la solitudine perché è in essa che i nostri propositi si fortificano. Se riesci a sognare non fare dei sogni i tuoi padroni, se riesci a pensare non fare dei pensieri il tuo fine.
  1. Non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa.
  1. Abbi fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma tieni nel giusto conto il loro dubitare.
  1. Incontra il successo e la sconfitta e tratta questi due impostori allo stesso modo.
  1. Segui solo il difficile, non lasciarti tentare dal facile: il difficile può portare al miracolo, il facile è per i pigri.
  1. Non essere mai debole, anche se questo ti costa doloroso sacrificio; ma nello stesso tempo sii sempre dolce.
  1. Abbi forza e costringi il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più ed a resistere quando ormai in te non c’è più niente tranne la tua volontà che ripete "resisti!"
  1. La bontà, la chiarezza, la sincerità e il coraggio devono essere i pilastri dei tuoi pensieri; con la bontà si può conquistare tutto e tutti.
  1. Fa’ che ogni tua azione sia sollecitata dalla bellezza e dall’onestà.
  1. Non lasciarti mai affascinare dal denaro; consideralo un mezzo, non un’aspirazione. Non essere mai avaro, né con te stesso né con gli altri; è un grande peccato e porta alla grettezza e alla miseria.
  1. Il tuo vivere, la tua concezione della vita sia libera da ogni pregiudizio, ma sostenuta da quella disciplina morale che fa l’uomo libero e coraggioso.
  1. Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che é importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
  1. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Però non trattenerti mai!
  1. Fino a quando sei vivo, sentiti vivo.Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite…insisti, anche se tutti si aspettano che abbandoni.
  1. Non prendere mai l’abitudine di raccomandarti a Dio, ma ringrazialo sempre per tutto quello che fai di bello e di buono.
Giacomo Manzù.
Madre Teresa di Calcutta
Rudjard Kipling

Dedico questa raccolta di pensieri a tutti i giovani che si apprestano ad affrontare la vita, ai ragazzi e alle ragazze che stanno per diventare uomini e donne. Oggi sono tempi difficili, le nuove generazioni sono cresciute in una società che ha perduto i suoi valori morali e civili e sta perdendo anche il benessere. In questo vuoto ai giovani è richiesto tanto coraggio. Che cosa può aiutare i giovani ad avere successo? La Virtù la loro forza e capacità, La Necessità l’oggettivo bisogno, L’Occasione offerta dalle circostanze e naturalmente La Fortuna che auguro a tutti loro.

Sandro




Wednesday, April 24, 2013

Lettera aperta a Giorgio Napolitano


Signor Presidente,
Le esprimo tutta la mia gratitudine per aver accettato di rivestire con secondo mandato il ruolo di Presidente della Repubblica. Di fronte all’incapacità e all’impotenza del Parlamento ad adempiere il compito costituzionale dell'elezione del Capo dello Stato lei ha risposto al richiamo dell’Italia, del paese che ha sempre dimostrato di saper ascoltare, capire e amare.

Lei ha accettato perche ha capito che il paese stava precipitando nel caos. L’Italia è confrontata con un'acuta crisi finanziaria, con una pesante recessione e con un crescente malessere sociale. In questi ultimi anni abbiamo assistito al naufragio dei partiti e della politica. Lo spettacolo offerto da quelli che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo italiano è indecente, gli interessi di gruppo e personali prevalgono, il paese è stato spaccato e congelato da una casta di politici e privilegiati che non fa niente per la comunità e non merita niente.

Lei Signor Presidente per far chiarezza e indicare inderogabili necessità ha costituito due gruppi di Saggi. I risultati del loro lavoro hanno evidenziato quali sono le priorità e cosa si deve fare, il tutto è riportato nel suo discorso d’insediamento del 22 aprile davanti alle camere. Quello che si deve fare si conosce da tempo, ma è stato sistematicamente affossato e ignorato dall’intrigo, dall’incapacità e dalla corruzione della politica.

L’Italia nei prossimi giorni si deve dare il governo di cui ha bisogno. E lei ha detto che farà tutto il possibile affinché questo avvenga nel migliore dei modi. Prima di assumere le funzioni, il Presidente del Consiglio e i ministri devono prestare giuramento con una formula rituale davanti al Presidente della Repubblica. Davanti al popolo italiano e a lei che lo rappresenta, il Presidente del Consiglio dovrebbe prestare giuramento che porterà a termine quanto previsto nel programma di governo, sulla linea da lei tracciata nel suo discorso d’investitura, si fissi anche un termine inderogabile oltre il quale non si può andare. Dichiari che informerà personalmente gli italiani dei risultati e sul mantenimento degli impegni assunti dal legislativo e dall’esecutivo.

Personalmente la invito ad affrontare il suo secondo mandato con la speranza che questo nostro paese superi le difficoltà e così facendo cresca. Il paese ne ha il dovere se non vuole distruggere l’avvenire dei propri figli. Lei è un padre, le auguro di avere la forza per aiutare gli italiani a diventare adulti.

Con grande stima
Sandro

E-mail inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano in data 24-04-2013

Thursday, March 28, 2013

Pasqua 2013

Mi scusi, cerco lavoro, mi hanno detto di domandare, può aiutarmi? Ho tanto bisogno di lavorare … ho una bambina piccola.

Con queste parole una giovane donna mi ha fermato e mi ha chiesto aiuto. Era domenica mattina a Roma nei pressi di Piazza Cavour. Stavo passeggiando sereno in città.

La prego mi aiuti, non so come andare avanti.

Le parole erano pronunciate con voce sofferta, il volto addolorato, lo sguardo disperato. Improvvisamente Roma spariva ai miei occhi ed io ero lì come un nulla di fronte a tanto bisogno.

Non so più che fare, dove posso rivolgermi?

Non sapevo cosa dirle e cosa fare per aiutarla. Ho pronunciato solo poche parole di conforto, niente più. Poi mi sono allontanato.

Questo incontro di un minuto o poco più mi ha colpito profondamente. Sapevo delle difficoltà economiche della gente, oggi se ne parla molto, ma quella mattina a Roma ho incontrato la povertà assoluta, quella senza speranza.

Domenica prossima 31 marzo 2013 è Pasqua. Vorrei tanto avere la fede e credere che Gesù il Risorto rivolga lo sguardo a quella giovane donna, gli dia la forza di vivere e gli doni la speranza.

 Sandro

Friday, February 22, 2013

Neues Wappen für Graubünden


Am 19. Februar 2013 hat sich der Kanton Graubünden für ein neues Wappen entschieden.
 

Zum Andenken an den Braunbären M13

Sandro

Friday, February 15, 2013

L'Italia moralista, il caso Finmeccanica



Giuseppe Orsi presidente della Finmeccanica è stato arrestato ed è detenuto in carcere con l’accusa di aver pagato delle tangenti per la vendita di elicotteri Augusta all’India. Dopo lo scandalo, l’India ha deciso di sospendere la fornitura.

La magistratura ha fatto il suo corso, spero che non si sia sbagliata e che non sia stata troppo solerte nel denunciare i fatti e agire in conseguenza. A prescindere da tutti i fatti e da tutte le colpe, che sono da dimostrare, c’è però un fatto che in questa vicenda è sicuro: la perdita di un importante contratto e il danno d’immagine per la Finmeccanica il cui presidente è in galera! Si tratta di un’azienda che in Italia da lavoro a 39.000 dipendenti ed è player mondiale nei settori nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza.
Chiunque abbia avuto a che fare con la vendita di prodotti ad alta tecnologia in determinati paesi sa che senza tangenti non si vende niente. Questa è la realtà, inutile ignorarla altrimenti è meglio chiudere i battenti e starsene a casa.

Quanto successo è sintomatico per il sistema Italia. Chi non ha niente da perdere e non è sensibile al bene comune, si scandalizza, si erge a paladino della morale, dei diritti e della legge. I mass media amplificano i fatti, creano i colpevoli, i magistrati sono liberi d’indagare e denunciare, senza rischio se sbagliano!

Se un imprenditore cerca di ottenere un contratto in determinati paesi pagando le mazzette, perché è costretto a  pagarle, questa persona che crea lavoro rischia la galera, la sua ditta, la chiusura. Il sistema è assurdo e manca di pragmatismo. L’Italia non si può permettere di perdere contratti milionari e danneggiare le sue industrie migliori.

In Europa nessun paese è così stupido da andare contro i propri interessi quando la necessità di determinati compromessi è evidente.

Dal carcere di Busto Arsizio, dove è stato condotto all’alba di due giorni fa, Giuseppe Orsi si è così espresso al suo legale:
 «Affronto questa prova sofferta ma con il conforto che i giudici capiranno che ho solo portato avanti un'attività per il bene dell'azienda».
Per il resto, non ha chiesto particolari sistemazioni di favore ai secondini, accettando l’alloggio da detenuto comune.

Di questa vicenda non si conosce ancora la verità, ma si riconosce ancora una volta la particolare attitudine all’autolesionismo degli italiani. Si riconosce anche la demagogia di determinati personaggi investiti di alte cariche pubbliche che parlano di giustizia e di morale a livello puramente teorico, avulso dalla realtà.

Il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli in merito alla vicenda ha detto:
« La corruzione internazionale non è una condotta eticamente censurabile, ma un reato che va perseguito [ …]. Sostenere che ci dovremmo abituare all'illegalità, come a una situazione necessaria e inevitabile, come a un male con cui bisogna convivere, è inaccettabile. Non si tratta di moralismo: c'è una norma del codice penale che punisce anche la corruzione internazionale. [ … ]. Anche la corruzione internazionale è dunque un reato e il pm di fronte a un reato deve fare le indagini, così come il tribunale deve condannare».

Belle parole, ma le vada a raccontare a chi in Italia è disoccupato, oppure a chi vive con meno di mille euro al mese, rifletta se siano opportune in un paese che ha un debito pubblico di 2000 miliardi di euro ed è in forte recessione economica. Alle belle parole del presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli io preferisco l’azione del presidente Giuseppe Orsi che si adopera per creare lavoro e agisce nella realtà di questo mondo anziché in una realtà virtuosa ma lontana, molto lontana.


Sandro

Tuesday, December 25, 2012

Mario Monti dice la verità

Nel dicembre 2011 il presidente della repubblica Giorgo Napolitano aveva affidato il compito di operare il salvataggio dell’Italia a rischio "default" finanziario ad un governo tecnico. Gli obiettivi del governo tecnico guidato da Mario Monti erano quelli di mettere a posto i conti dello stato come richiesto dall’Europa, riacquistare la fiducia dei mercati finanziari in merito alla tenuta del paese e cercare di far ripartire la stagnante economia.

Dopo un anno di lavoro a dicembre 2012 il governo tecnico di Mario Monti ha terminato il suo mandato e con anticipo forzato si è dimesso.

Mi permetto da cittadino italiano di fare un consuntivo:

Il governo Monti ha conseguito a livello internazionale degli ottimi risultati. l’Italia ha riacquistato il suo ruolo di paese fondatore in Europa e si è delineata come protagonista attiva nelle vicende comunitarie. Il nostro paese è oggi più rispettato e partecipa attivamente alla costruzione di un’Europa più forte e unita. 

L’Italia ha evitato di precipitare nel baratro di bancarotta finanziaria a prezzo di grandi sacrifici pagati in modo molto pesante dai ceti meno abbienti del paese. Un esempio, la tassa sulla casa IMU che colpisce indistintamente dal reddito le persone proprietarie di un immobile.

Monti aveva promesso che le manovre finanziarie sarebbero state emanate all’insegna di «Efficienza, Equità e Sviluppo». L’Equità non c’è stata, era meglio non prometterla affatto! In Italia l’equità è un miraggio, applicabile in un paese normale, non nell’Italia d’oggi.

Lo Sviluppo, non si è, né si poteva verificare in così breve tempo. La scure del risparmio pubblico e dell’aumento delle tasse ha innescato una forte recessione. Si prevede un lento recupero nei prossimi anni.

Mario Monti con la sua opera di governo ha fatto quello che poteva, ha evitato una catastrofe finanziaria ed indicato una strada da seguire. Era un’illusione aspettarsi un’operazione indolore in un paese in forte stagnazione economica, che spende 75 miliardi di Euro d’interessi annuali per il debito pubblico.

Un grande merito di Mario Monti è quello di avere governato all’insegna della verità e dell’onestà e così facendo di aver smascherato gli illusionisti ed i bugiardi della politica. Uno su tutti, quello che scende in campo per farsi gli affari suoi!

La menzogna politica è un metodo molto diffuso per ottenere il consenso di un popolo sprovveduto, superficiale ed a volte anche oppresso dal bisogno. 

« La menzogna politica moderna ha effetti di destabilizzazione e disorientamento collettivo.
..attraverso un’ immagine non si mira semplicemente a migliorare la realtà, ma ad offrire un completo sostituto di essa.
Il fatto che gli ingannatori grazie al potere di amplificazione delle menzogne dato dalle moderne tecniche di comunicazione, possano oggi cadere più facilmente vittime delle proprie falsità, rende estremamente pericoloso il ricorso alla menzogna politica, poiché l’ ingannatore che inganna se stesso perde ogni contatto non solo con il proprio pubblico, ma con il mondo reale.

Dal che si potrebbe concludere che più un bugiardo ha successo, più gente riesce a convincere, più e’ probabile che finirà anche lui ha credere alle proprie menzogne ». 

Hannah Arendt  La menzogna politica

Mario Monti ha messo gli italiani di fronte ai problemi del paese ed ha detto loro la verità sullo stato del paziente. Ha fatto loro capire che per guarire non sono più sufficienti le ricette di destra o di sinistra dei partiti politici ma quello che serve è innovazione, lavoro, senso civico ed onestà, a tutti i livelli dalle istituzioni fino al semplice cittadino. È necessaria una rivoluzione culturale per far ripartire il paese, ingessato nelle sue strutture arcaiche, e fare in modo che l’Italia divenga un paese normale e moderno. 

Sandro

Saturday, October 13, 2012

QOÈLET Il predicatore



Della Bibbia fa parte un piccolo libro, un testo sapienzale, dal titolo QOÈLET “ Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme”. La parola Qoèlet designa una funzione: indica colui che parla all’assemblea, cioè il predicatore. Il figlio di Davide re di Gerusalemme è identificato come Salomone; l’autore si concede una finzione letteraria e mette le proprie riflessioni sotto l’autorità del più illustre sapiente d’Israele. Il libro è stato scritto in ebraico tardivo, alcuni frammenti sono stati ritrovati nelle grotte di Qumran. La data di composizione più probabile del libro è il III secolo a.C.

Nel libro non c’è uno schema definito, ma variazioni su un tema unico: la vanità delle sorti umane di cui si parla dall’inizio alla fine del libro.

“Vanità della vanità, dice Qoèlet,
vanità della vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno
per cui fatica sotto il sole?” (1,2-3)

Tutto è illusorio: la scienza, la ricchezza, l’amore, la vita stessa. Questa è un susseguirsi di atti sconnessi e senza valore, che termina con la vecchiaia e con la morte, la quale colpisce inesorabilmente il sapiente e il folle, il ricco e il povero, l’uomo e l’animale.

“Io, Qoèlet, sono stato re d’Israele in Gerusalemme. Mi sono proposto di ricercare ed investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo (…) Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento.” (1,12)

Tutto è uno sforzo inutile, chimera, tempo perso.

“Ho deciso di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, perché: Molta sapienza molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore” (1,17)

Apprendere un lavoro, imparare un mestiere dedicarsi allo studio, pervenire alla sapienza, conoscere la scienza comporta molto impegno, sforzo, studio ed ansia. Il risultato è che più si sa e più si diventa coscienti dei propri limiti e si accresce il dolore.

“Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, (…)
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere ed un tempo per ballare. (…)
Un tempo per amare  e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra ed un tempo per la pace.
Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?” (3,1-9)

Ogni cosa ha il suo tempo e tutto finisce. A queste sconcertanti riflessioni Qoèlet contrappone la saggezza ed insegna: in quel tempo irrepetibile che ti è dato devi intraprendere, impegnarti essere laborioso, questo è l’unico modo per dare un senso alla vita e cercare di realizzarsi.

"Godi la vita con la sposa che ami per tutti i giorni della tua vita fugace, che Dio ti concede sotto il sole, perché questa è la tua sorte nella vita e nelle pene che soffri sotto il sole. Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado, perché non ci sarà né attività nè ragione né scienza, né sapienza giù negli inferi dove stai per andare”(7,8)

Non potrai mai capire il mondo perché il suo senso trascende i limiti del tempo e dello spazio, per noi uomini è mistero. Tuttavia Dio ha messo nel cuore dell’uomo una nozione d’eternità.

“Egli ha messo la nozione d’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera di Dio da principio alla fine” (3,11)

È proprio questa nozione d’eternità impiantata nel suo cuore che fa percepire all’uomo un’esigenza di completezza, di totalità, di luce e di verità che gli sfugge. Questo briciolo d’eternità gli fa intravedere l’opera di qualcosa di assoluto e di trascendente, il suo cuore non è completamente nelle tenebre.

Il libro di Qoèlet è annoverato tra i libri sapienziali della Bibbia. Salvatore Natoli nel suo libro “Stare al Mondo” scrive:

“Ha ragione Qoèlet: il sapere costa fatica guadagnarlo e una volta acquisito si è ben lontani dal possederlo. È allora vano? Ci sarebbe troppa pretesa di verità nel proclamare la vanità di ogni sapere. Qoèlet vuol dire altro. L’eternità che Dio ha posto nel cuore dell’uomo gli impedisce di affermare e di negare in assoluto: è però una sapienza che gli consente di operare, che lo rende capace di muoversi nell’incertezza, di trovare vie di uscita nelle difficoltà, di tentare perfino l’impossibile, sapendosi all’occorrenza fermare e se necessario battere in ritirata. E ripartire. Nel frattempo non bisogna trascurare il presente, ma rimanergli strettamente legati, prenderlo così come viene e, per quanto si può, saperselo godere. Questa è una saggezza sobria, sperimentale, tutt’altro che vana”

Qoèlet  ha scritto il suo piccolo prezioso libro più di duemila anni fa, ma il suo contenuto e le idee esposte affascinano ancora oggi l’uomo moderno, perché con grande attualità, partendo dal dubbio e dalla incomprensibilità del mondo stimola la riflessione e fa intravedere delle risposte per una saggia condotta di vita. Ma niente è definitivo perché si insegue il vento e quando si pensa di aver compreso, subito si riparte e si cerca di nuovo la verità. Questo libro è una fonte di saggezza perché pur affermando che tutto è vanità, ne relativizza il senso ed anche se gli uomini non possano capire l’opera di Dio da principio alla fine hanno in se una nozione d’eternità nel loro cuore che gli permette di accettare la vita come un dono, così come è, per quello che è, partendo da questa base insegna a superare le difficoltà ed a sperare.
Leggendo il libro di Qoèlet il lettore che si pone domande radicali non troverà mai risposte precise ma sarà stimolato a cercarle da solo con la riflessione aiutato da quel granello di eternità posto nel suo cuore.

Sandro