Di fronte a questo mondo dominato dal caos e dal logos l’essere ne cerca il senso perché ha il disperato bisogno di dare un senso alla propria vita. Nel testo che segue si sostiene che è necessario cercarlo in se stessi questo senso, senza perdere mai la speranza che il fine ultimo di questo mondo sia il bene e che il nostro essere impastato di caos e logos, per libera scelta, in una lotta drammatica, riesca a dare un senso al mondo ed alla propria vita. Viene alimentata la speranza che l’ideale del bene e dell’amore sia l’indicazione di un più alto livello dell’essere tradizionalmente chiamato Dio.
Senso del Mondo
Il mondo. Guardarlo a partire dal costo richiesto per la sua costruzione. C’è una immensa fatica in tutte le cose, un abisso di sofferenza, uno spreco infinito. Il mondo. Guardarlo a partire dal sangue versato per il suo progredire, da quel dolore innocente … e tuttavia amarlo. (PP.15)
Non perdere la speranza che la vita del mondo abbia un senso e che questo senso sia il bene e l’amore che ne consegue. Disporsi onestamente a ricercarli, questo senso, questo bene e questo amore, anzitutto, scavando dentro di se, senza cessare mai di coltivare la speranza che l’ideale del bene e della giustizia sia l’indicazione di un più alto livello dell’essere, non sottoposto alla corrosione del tempo, un livello dell’essere che trascende l’ambiguità di questo mondo e che tradizionalmente è denominato Dio, e che esprime l’intuizione di una realtà Primaria dove l’essere ed il bene finalmente coincidano. (PP.19)
Che relazione c’è tra l’amore, in quanto passione suprema dell’uomo ed essenza di Dio che crea, e la struttura concreta di questo mondo? Quando si vive nell’amore ci si unisce e si compie la logica del mondo, oppure la si avversa e la si nega? La mia risposta è che l’amore umano riproduca e porti a compimento la logica del mondo. (PP.23)
Esiste un senso definitivo dell’uomo e del mondo, all’uomo liberamente offerto. È possibile l’eliminazione di ogni alienazione. La storia del mondo non si esaurisce, come pensa Nietzsche, in un perpetuo ritorno all’eguale, né d’altra parte finisce in un vuoto assurdo. No, il futuro è Dio, e perciò alla fine sta il compimento. (EC.245)
Caos – Logos nel mondo
Pensato nella prospettiva del caos il mondo viene dichiarato insignificante ed un grido di orrore per la sua crudeltà: è questa l’esperienza vitale che sottostà alla posizione del caos quale principio primo dell’essere. (PP.60)
… una visione del mondo all’insegna del principio-caos, con il dramma e la lotta che esso impone per portare l’ordine e l’organizzazione necessari alla vita (PP.62)
La questione decisiva comunque rimane impostata: a segnare l’origine e il destino ultimo dell’energia che noi siamo è l’entropia, cioè il disordine, come sostiene il principio-caos, oppure è l’ordine, ovvero l’entropia negativa come sostiene il principio-logos? (PP.68)
La regola prima del reale non è la chiarezza del logos, l’ordine, il legame costruttivo, la relazione stabile ed armoniosa; la regola prima del reale è il caos, l’assenza di relazioni stabili ed armoniose. (PP.66)
L’essere imperfetto è posto originariamente come imperfetto e incompiuto, e ciò al fine di far scaturire da esso la libertà. Il caos, in altri termini, è la condizione, il seme della libertà. (PP.241)
Il caos non dualisticamente opposto rispetto all’essere […] ma una caratteristica intrinseca della natura creata, la quale è strutturalmente Logos+caos e perciò permanentemente in cammino, in progresso. (PP.243)
L’attestazione del caos quale elemento originario, e non invece, come sostiene erroneamente la dottrina cattolica ufficiale, quale frutto del peccato. (PP.246)
Nel mondo aumenta il disordine, e contestualmente aumenta anche l’ordine. L’ordine e il disordine sono due dinamiche contrapposte ma entrambe vere. (PP.382)
Aumenta l’ordine ma aumenta anche il disordine (e proprio per questo diventa sempre più difficile vivere). (PP.383)
L’azione, il dramma, è esattamente ciò che scaturisce dall’incontro tra logos e caos. Se prevalesse una delle due dimensioni non ci sarebbe azione. L’azione, cioè la lotta del logos contro il caos, a mio avviso dimostra che il nostro orizzonte finale è il logos, ovvero l’armonia del bene. Tutta l’azione umana nella sua più alta significatività è lotta contro il caos. (PP.96-97)
Guardare il Mondo
Quale è il punto di vista più idoneo da cui guardare il mondo? S’intravedono due possibilità, emerse dalla ricerca spirituale degli uomini alle prese con il senso dell’esistenza:
· Guardare il mondo dal punto di vista fisico
· Guardare il mondo dal punto di vista morale
Il punto di vista Fisico
Guardando il mondo dal punto di vista fisico si giunge a concepire l’essere, e l’io, a tutti gli effetti un frammento del mondo, una goccia d’acqua dell’immenso mare della vita. (PP.98)
I grandi sistemi a favore della razionalità del mondo, di cui Aristotele ed Hegel sono i campioni, assumono come punto di vista il mondo stesso, e ad esso sacrificano la sorte del singolo. (AD.80)
Il punto di vista che considera il mondo come organismo naturale si cura poco delle ingiustizie, giudicate manifestazioni dell’unico essere, tutte legittime per il fatto di essere reali.
[…] il flusso impersonale della natura, del tutto priva di preoccupazioni etiche.
[…] la libertà che guarda il mondo nella sua prospettiva fisica non si ribella, aderisce. (PP.105)
Il punto di vista Morale
Le più grandi filosofie generate da questa prospettiva sono i dualismi di Platone e di Kant. Il punto di vista morale, della libertà che ha fame e sete di giustizia, desideri di pace e di uguaglianza, guarda il mondo e non si ritrova a casa, si percepisce in esilio, e da qui proietta il suo vero sé nell’alto dei cieli. (PP.104)
Il punto divista che considera il mondo come occasione per l’esercizio del bene e della giustizia si cura poco della logica e della sua necessità […] e non può cessare di pensare alla sofferenza degli innocenti […] La libertà che guarda il mondo nella sua prospettiva morale non cesserà mai di protestare e non si arrenderà mai. (PP.106)
Bilancio
Che questa dicotomia sia reale non ci sono dubbi.
Vedendo i pro ed i contro di una parte e dell’altra, io vado alla ricerca della possibilità di conciliare la logica del mondo fisico con la sapienza del mondo morale e intravedo tale possibilità nella prospettiva evolutiva, la quale considera il mondo come processo ininterrotto per nulla lineare, ma complessivamente orientato verso una crescente organizzazione. (PP.107)
Il sistema mondo è un sistema aperto non solo alla discesa della luce solare che è essenziale alla vita su questo mondo. Non a caso gli egizi vedevano nel sole una divinità. Ma il sistema mondo è aperto anche ad un altro tipo di luce non materiale ma spirituale che suscita passione eros, passione, desiderio di servire la vita al di la di ogni considerazione di calcolo egoista, e fa mettere al mondo i figli e li fa allevare e soffrire per essi. Questa luce spirituale si percepisce come amore che illumina questo mondo, e per questo Dio c’è in questo mondo, bisogna saperlo vedere, percepire, farlo vivere. La presenza di Dio nel mondo è la presenza dell’amore. (Riflessione di Sandro B.)
La precisione matematica e ingegneristica con cui opera la natura si accosta al caso beffardo degli errori di trascrizione delle malattie genetiche; lo splendore del logos umano che genera ospedali e università convive con il terrore di Auschwitz e dell’Arcipelago Gulag. C’è un ordine che produce bellezza e vita, e un disordine che da cui provengono deformità e morte. (PP.165)
Riferimenti:
Questo articolo è il n. 5 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“L’Anima e il suo Destino” di Vito Mancuso - Raffaello Cortina Editore 2007
(AD.x) = Anima e il suo Destino. Pagina
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
“Essere Cristiani” di Hans Küng - Oscar Mondadori 1980
(EC.x) = Essere Cristiani. Pagina
A cura di:
Sandro B.
15.08.2016
Tuesday, August 16, 2016
Sunday, August 7, 2016
LEGGE COSMICA FONDAMENTALE (Fides 4)
Questo articolo introduce il concetto di “Legge cosmica fondamentale” presente in tutte le culture (Logos, Hokmà, Maat etc.) che opera all’organizzazione del mondo e fornisce i presupposti per la creazione di un modello etico universale (la regola d’oro).
Legge Cosmica fondamentale
Fin dall’antichità la mente umana ha visto una legge superiore all’opera nell’organizzazione del mondo: per i Greci LOGOS, per gli Ebrei HOKMÀ, per gli Egizi MAAT, per gli Indù ed il Buddismo DHAMMA, per i Cinesi TAO, per i Giapponesi SHINTO. Tale legge cosmica fondamentale non è solo diversamente nominata nelle varie tradizioni, ma è anche diversamente concepita: un conto infatti è farne uno strumento in cui il Dio supremo governa il mondo, come avviene nella Bibbia, e un altro conto è considerarla assoluta in se stessa, priva di ulteriore riferimento trascendente, come avviene perlopiù nel buddismo, nel taoismo, nello scintoismo. Tuttavia identica è la convinzione profonda che il mondo non sia in balìa del caso, ma governato da una struttura che lo guida, sulla quale è possibile modellare il comportamento umano a livello etico. Non è casuale quindi che tutte le tradizioni spirituali presentino la medesima condanna dell’assassinio, del furto, del tradimento, della menzogna dell’oppressione e la medesima approvazione del bene, della giustizia, della fedeltà, della sincerità, del rispetto, esemplificati al meglio nella cosiddetta regola d’oro, “non fare agli altri quello che non vuoi gli altri facciano a te”. (PP.165-166)
Le grandi tradizioni spirituali dell’umanità contengono i frutti di una ricerca più che millenaria del bene e della sapienza e quindi vanno sempre considerate con grande rispetto ed attenzione. Penso peraltro che la loro testimonianza sia compatibile con la visione del mondo che oggi ci consegna la scienza. La scienza ci insegna che le forze cosmiche sono identiche dappertutto, qui ed in ogni altra parte dell’universo, né hanno subito mutamenti dopo il Big Bang. C’è qualcosa di stabile, fisso, eterno, indipendente dal tempo e dallo spazio: sono le costanti fisiche, leggi immutabili che valgono a livello universale per l’infinitamente grande (per es. la velocità della luce, la costante di Newton della gravitazione …) e per l’infinitamente piccolo (per es. la carica dell’elettrone, la massa del protone …) (PP.166)
Riferimenti:
Questo articolo è il n.4 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
A cura di:
Sandro B.
07.08.2016
Legge Cosmica fondamentale
Fin dall’antichità la mente umana ha visto una legge superiore all’opera nell’organizzazione del mondo: per i Greci LOGOS, per gli Ebrei HOKMÀ, per gli Egizi MAAT, per gli Indù ed il Buddismo DHAMMA, per i Cinesi TAO, per i Giapponesi SHINTO. Tale legge cosmica fondamentale non è solo diversamente nominata nelle varie tradizioni, ma è anche diversamente concepita: un conto infatti è farne uno strumento in cui il Dio supremo governa il mondo, come avviene nella Bibbia, e un altro conto è considerarla assoluta in se stessa, priva di ulteriore riferimento trascendente, come avviene perlopiù nel buddismo, nel taoismo, nello scintoismo. Tuttavia identica è la convinzione profonda che il mondo non sia in balìa del caso, ma governato da una struttura che lo guida, sulla quale è possibile modellare il comportamento umano a livello etico. Non è casuale quindi che tutte le tradizioni spirituali presentino la medesima condanna dell’assassinio, del furto, del tradimento, della menzogna dell’oppressione e la medesima approvazione del bene, della giustizia, della fedeltà, della sincerità, del rispetto, esemplificati al meglio nella cosiddetta regola d’oro, “non fare agli altri quello che non vuoi gli altri facciano a te”. (PP.165-166)
Le grandi tradizioni spirituali dell’umanità contengono i frutti di una ricerca più che millenaria del bene e della sapienza e quindi vanno sempre considerate con grande rispetto ed attenzione. Penso peraltro che la loro testimonianza sia compatibile con la visione del mondo che oggi ci consegna la scienza. La scienza ci insegna che le forze cosmiche sono identiche dappertutto, qui ed in ogni altra parte dell’universo, né hanno subito mutamenti dopo il Big Bang. C’è qualcosa di stabile, fisso, eterno, indipendente dal tempo e dallo spazio: sono le costanti fisiche, leggi immutabili che valgono a livello universale per l’infinitamente grande (per es. la velocità della luce, la costante di Newton della gravitazione …) e per l’infinitamente piccolo (per es. la carica dell’elettrone, la massa del protone …) (PP.166)
Riferimenti:
Questo articolo è il n.4 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
A cura di:
Sandro B.
07.08.2016
Saturday, August 6, 2016
UNIVERSO IN EVOLUZIONE (Fides 3)
Pierre
Theilhard de Chardin
Questo articolo
presenta la visione del teologo-scienziato Theilhard de Chardin che vede
l’universo in evoluzione e l’umanità convergere verso il Dio dell’evoluzione,
il motore dell’universo (punto Omega). L’importanza
del suo lavoro è quello di aver collaborato al progetto di tessere un ponte di
collegamento tra pensiero scientifico e pensiero religioso.
Il Punto OMEGA
Universo in evoluzione: Fino al XIX secolo si era pensato che il cosmo fosse statico, poi fece irruzione l’idea dell’evoluzione quando Laplace ipotizzò che i corpi celesti come il sole ed i pianeti fossero generati progressivamente a partire da una nebulosa originaria.
Theilhard ha una visione evoluzionista dell’Universo
Esseri umani: le forme più elevate di personalizzazione dell’universo, “individualizzati” liberi centri di attività.
Pierre Theilhard de Chardin definisce il Punto Omega come il punto di arrivo del processo evolutivo:
- È sempre esistito
- Autonomo, libero da limiti di spazio e di tempo
- Massimo livello di complessità e di coscienza verso cui l’Universo tende nella sua evoluzione
- Massimo della complessità e della coscienza indipendente dall’Universo che si evolve. Il Punto Omega è quindi TRASCENDENTE
- Non è solo punto di arrivo ma la CAUSA per la quale l’Universo si muove nella direzione della complessità e della coscienza (geosfera, biosfera, noosfera).
Pierre Theilhard
de Chardin colloca il Punto Omega all’interno dell’ortodossia del Dio cristiano
che è TRASCENDENTE (indipendente rispetto al creato)
- Credo che l’Universo è in evoluzione. Credo che l’evoluzione va verso lo Spirito. Credo che lo Spirito si compie in qualcosa di Personale. Credo che il Personale Supremo è il Cristo Universale
- Cristo evolutore (Dio dell’evoluzione) centro e motore dell’Universo. Cristo Omega che orienta e fa convergere il movimento complessivo dell’universo promuovendo l’umanizzazione progressiva della terra
- Theilhard interpreta l’AMORE come vera e propria forza gravitazionale come funzione centripeta capace di attrarre e curvare lo spazio-tempo in quella direzione dell’Universo che egli chiamerà Punto Omega, il centro dei centri, e che non è un’astrazione ma una persona CRISTO.
Riferimenti:
Questo articolo è
il n.3 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di
arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche
i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Fenomeno Umano” di Pierre Theilhard de
Chardin
A cura di:
Sandro B.
06.08.2016
Tuesday, August 2, 2016
CREAZIONE (Fides 2)
Questo articolo tratta il tema della creazione vista nei suoi due aspetti di Creazionismo (il mondo perfetto e finito creato dal nulla della Bibbia e del cristianesimo tradizionale) e di Creazione-evoluzione (un mondo non perfetto e non finito che ha come meta la vita come libertà).
Creazione
Il tempo e lo spazio sono parte integrante della creazione del mondo […] scriveva Agostino nel V secolo: “Se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato, e se nulla venisse, non vi sarebbe un tempo futuro, e se nulla esistesse, non vi sarebbe un tempo presente” (PP.404)
Creazionismo
Concezione filosofica o religiosa che attribuisce l'origine del mondo a un libero atto creativo compiuto da Dio. In particolare, dottrina teologica cristiana che ritiene le anime create direttamente da Dio, una per ogni uomo (si opponeva al traducianesimo, ossia alla concezione, sostenuta anche da Tertulliano, secondo cui l'anima era trasmessa dai genitori come il corpo). In una prospettiva scientifica, il creazionismo è la dottrina che nega l'evoluzione delle specie viventi (Darwin, C.R.), sostenendo che esse sono state create da Dio così come sono e tali sono rimaste attraverso i secoli. (Treccani / Enciclopedia)
Secondo la dottrina cattolica Dio crea in modo tale che la sua opera debba essere intesa come creatio ex nihilo nel senso più radicale: dove non c’era né materia né energia, né spazio né tempo, a un comando della mente divina dall’inesistenza assoluta compare l’essere che è energia, materia, spazio, tempo, senza però che tale essere coinvolga in nessun modo l’essere del creatore. (PP.214)
Agostino (354-430):” Dio non ha tratto le creature traendole da se stesso, ossia dalla propria natura e sostanza, ma traendole dal nulla, de nihilo, ossia da nessun’altra realtà”
Il concilio Lateranense IV definì la dottrina della creazione come creazione dal nulla rendendola parte integrante dell’insegnamento dogmatico della Chiesa cattolica. (PP.220)
Hans Küng dice che Genesi I “non racconta di una creazione dal nulla bensì di una creazione dell’ordine dal caos” concludendo che “di una creazione dal nulla (creatio ex nihilo) non si parla né nel primo né nel secondo racconto della creazione” (PP.236)
Il creazionismo, si contrappone all’evoluzione e prospetta un mondo guidato dall’alto come in una monarchia (cattolicesimo).
Creazione = Evoluzione
Evoluzione [Passaggio graduale e continuo ad uno stato più perfezionato: evoluzione del pensiero; evoluzione culturale di un popolo] avanzamento, crescita, miglioramento, perfezionamento, progresso, sviluppo. (Treccani / Vocabolario)
La cosmovisione all’insegna della democrazia si basa su due tesi una teologica e una filosofica:
- Tesi teologica: la creazione va presentata come evoluzione, come creatio continua.
- Tesi filosofica: l’evoluzione va pensate come evoluzione come tendenza della vita verso una progressiva organizzazione, verso livelli sempre più strutturati di complessità. (PP.124)
La tesi “creazione = evoluzione” comporta due asserti:
- La creazione non è ancora conclusa
- La creazione si fa in modo libero (PP.132)
Io penso che il caos delle origini non sia mai stato domato una volta per sempre ed il lavoro divino è ben lungi dall’essere concluso al termine delle 6 giornate archetipali (Genesi 2.2 “Dio cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro” (PP.130)
Il lavoro divino non è imposizione dall’alto di forme pensate a priori, né intervento puntuale per realizzare svolte decisive, ma è suscitazione dal basso di un cammino orientato verso l’intelligenza e lo spirito, non senza passare attraverso un’immane fatica e sofferenza di tutte le cose compresa la casualità, perché Dio attira verso la meta, ma non impone l’itinerario (PP.133)
“Creazione = Evoluzione” processo con meta ma senza itinerario. Posizione che Mancuso sostiene e concepisce l’evoluzione come un viaggio dell’Odissea, orientato globalmente al ritorno ad Itaca ma con avventure e sbandamenti spesso contrari al raggiungimento della meta finale (PP.133)
Non c’è un disegnatore esterno al mondo che disegna le vicende dei viventi come se si trattasse di un cartone animato. C’è un disegno interno al mondo che va drammaticamente emergendo dal caos, visto che la vita anche dopo catastrofi ha sempre ripreso il suo percorso verso forme più complesse e organizzate. (PP.134)
L’evoluzione non procede casualmente quanto al fine ultimo che intende raggiungere (La meta), cioè l’organizzazione verso la vita come libertà, spirito, spirito di santità. (PP.134)
L’evoluzione si muove in modo tale da produrre un incremento dell’organizzazione e della complessità e tale incremento non è un caso, ma la sua finalità. (PP.140)
La natura non ha padroni, è libera. È libera ma al contempo orientata, essa si evolve verso la crescita dell’organizzazione vitale e della complessità; per il fatto che è libera, lo fa disordinatamente e con tantissimo spreco, senza nessun padrone che sia responsabile delle sue manifestazioni sia di quelle benevole che danno la pioggia contro la siccità o fanno nascere un bambino dalla vista perfetta, né quelle malevole che procurano inondazioni o fanno nascere un bambino cieco. (PP.392)
Nella natura vi è uno slancio, ogni vivente vuole vivere e mantenere in vita se stesso, pervaso da un istinto di sopravvivenza. Spinoza “Ciascuna cosa, per quanto a essa possibile, è spinta a preservare il suo essere” (conatus vivendi) (PP.142)
Sostiene V.Mancuso: anche il caos viene da Dio. Questo è da intendersi nel senso che lo stato caotico dell’essere iniziale è la condizione ontologica necessaria all’evoluzione del mondo e per la nascita in esso della libertà. […] La condizione necessaria per il sorgere della libertà e dello spirito è l’indeterminazione, la non-necessità, il caos. (PP.239)
Il caos originario quindi proviene da Dio, ma non, nel senso che è voluto per se stesso, ma nel senso che è la logica risultanza di un essere creato in modo non compiuto, non perfetto, non finito, e ciò al fine di far scaturire in esso la libertà. Riprendendo un’espressione dell’esegesi tedesca, si può quindi parlare di creazione in termini di Caoskampf, di “lotta al caos”, inteso non come una potenza originaria contrapposta alla luce divina, ma come uno stato dell’essere, che è tale dai suoi inizi, che è tale anche ora, e che sarà tale fino alla fine dei tempi, unica condizione perché possa nascere quella indeterminazione non necessitata a cui si riferisce solitamente con il nome di libertà. Ed è precisamente questo il senso della “creazione continua”, quello di una lotta mai conclusa ma sempre drammaticamente in atto per porre ordine all’interno del caos. (PP.240)
L’essere imperfetto è posto originariamente come imperfetto e incompiuto, e ciò al fine di far scaturire da esso la libertà. Il caos, in altri termini, è la condizione, il seme della libertà. (PP.241)
Il caos non dualisticamente opposto rispetto all’essere […] ma una caratteristica intrinseca della natura creata, la quale è strutturalmente Logos+caos e perciò permanentemente in cammino, in progresso. (PP.243)
L’attestazione del caos quale elemento originario, e non invece, come sostiene erroneamente la dottrina cattolica ufficiale, quale frutto del peccato. (PP.246)
Anche Dio nella sua relazione con il mondo è in divenire, che anche Dio è alle prese con un processo che riguarda non solo il mondo ma anche il suo essere in quanto creatore continuo del mondo. Questa prospettiva individua l’assoluto non in Dio, ma nel regno di Dio, nel “Dio tutto in tutti” prefigurato da San Paolo nella Prima lettera ai Corinzi (15,28: “E quando tutto gli sarà sottomesso. Anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in Tutti”. (PP.370)
Riferimenti:
Questo articolo è il n.2 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
A cura di:
Sandro B.
02.08.2016
Creazione
Il tempo e lo spazio sono parte integrante della creazione del mondo […] scriveva Agostino nel V secolo: “Se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato, e se nulla venisse, non vi sarebbe un tempo futuro, e se nulla esistesse, non vi sarebbe un tempo presente” (PP.404)
Creazionismo
Concezione filosofica o religiosa che attribuisce l'origine del mondo a un libero atto creativo compiuto da Dio. In particolare, dottrina teologica cristiana che ritiene le anime create direttamente da Dio, una per ogni uomo (si opponeva al traducianesimo, ossia alla concezione, sostenuta anche da Tertulliano, secondo cui l'anima era trasmessa dai genitori come il corpo). In una prospettiva scientifica, il creazionismo è la dottrina che nega l'evoluzione delle specie viventi (Darwin, C.R.), sostenendo che esse sono state create da Dio così come sono e tali sono rimaste attraverso i secoli. (Treccani / Enciclopedia)
Secondo la dottrina cattolica Dio crea in modo tale che la sua opera debba essere intesa come creatio ex nihilo nel senso più radicale: dove non c’era né materia né energia, né spazio né tempo, a un comando della mente divina dall’inesistenza assoluta compare l’essere che è energia, materia, spazio, tempo, senza però che tale essere coinvolga in nessun modo l’essere del creatore. (PP.214)
Agostino (354-430):” Dio non ha tratto le creature traendole da se stesso, ossia dalla propria natura e sostanza, ma traendole dal nulla, de nihilo, ossia da nessun’altra realtà”
Il concilio Lateranense IV definì la dottrina della creazione come creazione dal nulla rendendola parte integrante dell’insegnamento dogmatico della Chiesa cattolica. (PP.220)
Hans Küng dice che Genesi I “non racconta di una creazione dal nulla bensì di una creazione dell’ordine dal caos” concludendo che “di una creazione dal nulla (creatio ex nihilo) non si parla né nel primo né nel secondo racconto della creazione” (PP.236)
Il creazionismo, si contrappone all’evoluzione e prospetta un mondo guidato dall’alto come in una monarchia (cattolicesimo).
Creazione = Evoluzione
Evoluzione [Passaggio graduale e continuo ad uno stato più perfezionato: evoluzione del pensiero; evoluzione culturale di un popolo] avanzamento, crescita, miglioramento, perfezionamento, progresso, sviluppo. (Treccani / Vocabolario)
La cosmovisione all’insegna della democrazia si basa su due tesi una teologica e una filosofica:
- Tesi teologica: la creazione va presentata come evoluzione, come creatio continua.
- Tesi filosofica: l’evoluzione va pensate come evoluzione come tendenza della vita verso una progressiva organizzazione, verso livelli sempre più strutturati di complessità. (PP.124)
La tesi “creazione = evoluzione” comporta due asserti:
- La creazione non è ancora conclusa
- La creazione si fa in modo libero (PP.132)
Io penso che il caos delle origini non sia mai stato domato una volta per sempre ed il lavoro divino è ben lungi dall’essere concluso al termine delle 6 giornate archetipali (Genesi 2.2 “Dio cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro” (PP.130)
Il lavoro divino non è imposizione dall’alto di forme pensate a priori, né intervento puntuale per realizzare svolte decisive, ma è suscitazione dal basso di un cammino orientato verso l’intelligenza e lo spirito, non senza passare attraverso un’immane fatica e sofferenza di tutte le cose compresa la casualità, perché Dio attira verso la meta, ma non impone l’itinerario (PP.133)
“Creazione = Evoluzione” processo con meta ma senza itinerario. Posizione che Mancuso sostiene e concepisce l’evoluzione come un viaggio dell’Odissea, orientato globalmente al ritorno ad Itaca ma con avventure e sbandamenti spesso contrari al raggiungimento della meta finale (PP.133)
Non c’è un disegnatore esterno al mondo che disegna le vicende dei viventi come se si trattasse di un cartone animato. C’è un disegno interno al mondo che va drammaticamente emergendo dal caos, visto che la vita anche dopo catastrofi ha sempre ripreso il suo percorso verso forme più complesse e organizzate. (PP.134)
L’evoluzione non procede casualmente quanto al fine ultimo che intende raggiungere (La meta), cioè l’organizzazione verso la vita come libertà, spirito, spirito di santità. (PP.134)
L’evoluzione si muove in modo tale da produrre un incremento dell’organizzazione e della complessità e tale incremento non è un caso, ma la sua finalità. (PP.140)
La natura non ha padroni, è libera. È libera ma al contempo orientata, essa si evolve verso la crescita dell’organizzazione vitale e della complessità; per il fatto che è libera, lo fa disordinatamente e con tantissimo spreco, senza nessun padrone che sia responsabile delle sue manifestazioni sia di quelle benevole che danno la pioggia contro la siccità o fanno nascere un bambino dalla vista perfetta, né quelle malevole che procurano inondazioni o fanno nascere un bambino cieco. (PP.392)
Nella natura vi è uno slancio, ogni vivente vuole vivere e mantenere in vita se stesso, pervaso da un istinto di sopravvivenza. Spinoza “Ciascuna cosa, per quanto a essa possibile, è spinta a preservare il suo essere” (conatus vivendi) (PP.142)
Sostiene V.Mancuso: anche il caos viene da Dio. Questo è da intendersi nel senso che lo stato caotico dell’essere iniziale è la condizione ontologica necessaria all’evoluzione del mondo e per la nascita in esso della libertà. […] La condizione necessaria per il sorgere della libertà e dello spirito è l’indeterminazione, la non-necessità, il caos. (PP.239)
Il caos originario quindi proviene da Dio, ma non, nel senso che è voluto per se stesso, ma nel senso che è la logica risultanza di un essere creato in modo non compiuto, non perfetto, non finito, e ciò al fine di far scaturire in esso la libertà. Riprendendo un’espressione dell’esegesi tedesca, si può quindi parlare di creazione in termini di Caoskampf, di “lotta al caos”, inteso non come una potenza originaria contrapposta alla luce divina, ma come uno stato dell’essere, che è tale dai suoi inizi, che è tale anche ora, e che sarà tale fino alla fine dei tempi, unica condizione perché possa nascere quella indeterminazione non necessitata a cui si riferisce solitamente con il nome di libertà. Ed è precisamente questo il senso della “creazione continua”, quello di una lotta mai conclusa ma sempre drammaticamente in atto per porre ordine all’interno del caos. (PP.240)
L’essere imperfetto è posto originariamente come imperfetto e incompiuto, e ciò al fine di far scaturire da esso la libertà. Il caos, in altri termini, è la condizione, il seme della libertà. (PP.241)
Il caos non dualisticamente opposto rispetto all’essere […] ma una caratteristica intrinseca della natura creata, la quale è strutturalmente Logos+caos e perciò permanentemente in cammino, in progresso. (PP.243)
L’attestazione del caos quale elemento originario, e non invece, come sostiene erroneamente la dottrina cattolica ufficiale, quale frutto del peccato. (PP.246)
Anche Dio nella sua relazione con il mondo è in divenire, che anche Dio è alle prese con un processo che riguarda non solo il mondo ma anche il suo essere in quanto creatore continuo del mondo. Questa prospettiva individua l’assoluto non in Dio, ma nel regno di Dio, nel “Dio tutto in tutti” prefigurato da San Paolo nella Prima lettera ai Corinzi (15,28: “E quando tutto gli sarà sottomesso. Anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in Tutti”. (PP.370)
Riferimenti:
Questo articolo è il n.2 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
A cura di:
Sandro B.
02.08.2016
COSMOVISIONI (Fides 1)
Questo articolo tratta le cosmovisioni che riguardano l’interpretazione del mondo da parte di diverse correnti di pensiero del presente e del passato. Anarchia, monarchia, democrazia, evoluzione sono i modelli di riferimento per l’interpretazione e la guida del sistema mondo.
Visione del mondo “Weltanschaung”
Le principali cosmovisioni sono raggruppabili in tre prospettive, per designare le quali si prende in prestito la terminologia politica: anarchia, monarchia, democrazia.
Anarchia
L’anarchia è la cosmovisione dominante tra le élite culturali. Essa interpreta il mondo come generato dal caso e mandato avanti dalla necessità naturale che l’avvince come una catena, ponendo però il fattore decisivo non nella necessità della legge naturale, ma nell’aleatorietà del caso che l’ha generata. Il mondo non è quindi un cosmo, una compagine ordinata, meno che mai è dotato di un qualunque fine; in esso non c’è nessun scopo, nessun senso, nessun principio, se non un’enorme quantità di energia che genera e degenera il tutto, sempre e solo all’insegna dell’unica legge della selezione naturale, la logica fredda che governa la natura in ogni sua manifestazione, comprese le galassie, con l’unica mira della propagazione di sé, una logica efficacemente definita del “gene egoista”. (PP.111)
Monarchia
La monarchia è la cosmovisione che dominava nel passato, per quanto anche ai nostri giorni vi siano dei suoi sostenitori. Essa interpreta il mondo all’insegna dell’ordine, ritenendo che il mondo si muova seguendo precise e determinate leggi fisiche che sono il prodotto di forze tra loro finemente sintonizzate, di modo che non c’è nulla di casuale ma tutto procede secondo una precisa necessità, anzitutto fisica. In questa prospettiva Einstein era solito affermare God doesn’t play dice (Dio non gioca ai dadi). C’è una necessitas alla guida di tutto, che per Einstein corrisponde alle leggi impersonali della fisica. […] Per i monoteismi tale forza alla guida del cosmo è Dio unico e personale, il quale vede, prevede e provvede, e il cui disegno inevitabilmente si compie. (PP.112)
Democrazia
Nell’ambito del pensiero, oltre alle visioni del mondo come anarchia e come monarchia si ipotizza una terza possibilità, quella di pensare il mondo in prospettiva evolutiva, come democrazia.
Secondo la visione democratica del cosmo, nella natura è all’opera un governo, ma un governo il cui esercizio è possibile solo attraverso il consenso e sempre mediando tra le spinte contrapposte di caos e logos, pòlemos e armonia. Dal punto di vista teologico ciò significa che la creazione divina istituisce un processo che non è pensabile come dominio assoluto che procede in modo unidirezionale dall’alto verso il basso. La creazione divina è da intendersi come passaggio da uno stato privo di vita e libertà ad un mondo che contiene vita e libertà. Configurabile come una democrazia basata sul consenso e sulla fiducia (che in teologia si chiama Fede). (PP.115)
Il volere del singolo
La teologia del passato pensava il mondo all’insegna degli ideali politici del passato, basati sul governo di uno e sull’obbedienza di tutti gli altri. Basta leggere alcuni passi della Bibbia per vedere che la mente degli uomini di allora pensavano Dio come un monarca assoluto. Oggi l’evoluzione culturale ed i sistemi politici basati sul consenso e sulla negoziazione ci fa avvicinare maggiormente alla logica con cui Dio guida il mondo, il quale non è all’insegna della dittatura ma della democrazia. Senza il volere del singolo infatti Dio non governa sulla vita di nessuno; se uno non gli dice di sì, Dio non entra nella sua esistenza, è solo tramite il sì della coscienza personale che la presenza divina diventa attiva ed efficace. Si legge in Apocalisse 3,20: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui ed egli con me». (PP.116)
Riferimenti:
Questo articolo è il n.1 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
A cura di:
Sandro B.
01.08.2016
Visione del mondo “Weltanschaung”
Le principali cosmovisioni sono raggruppabili in tre prospettive, per designare le quali si prende in prestito la terminologia politica: anarchia, monarchia, democrazia.
Anarchia
L’anarchia è la cosmovisione dominante tra le élite culturali. Essa interpreta il mondo come generato dal caso e mandato avanti dalla necessità naturale che l’avvince come una catena, ponendo però il fattore decisivo non nella necessità della legge naturale, ma nell’aleatorietà del caso che l’ha generata. Il mondo non è quindi un cosmo, una compagine ordinata, meno che mai è dotato di un qualunque fine; in esso non c’è nessun scopo, nessun senso, nessun principio, se non un’enorme quantità di energia che genera e degenera il tutto, sempre e solo all’insegna dell’unica legge della selezione naturale, la logica fredda che governa la natura in ogni sua manifestazione, comprese le galassie, con l’unica mira della propagazione di sé, una logica efficacemente definita del “gene egoista”. (PP.111)
Monarchia
La monarchia è la cosmovisione che dominava nel passato, per quanto anche ai nostri giorni vi siano dei suoi sostenitori. Essa interpreta il mondo all’insegna dell’ordine, ritenendo che il mondo si muova seguendo precise e determinate leggi fisiche che sono il prodotto di forze tra loro finemente sintonizzate, di modo che non c’è nulla di casuale ma tutto procede secondo una precisa necessità, anzitutto fisica. In questa prospettiva Einstein era solito affermare God doesn’t play dice (Dio non gioca ai dadi). C’è una necessitas alla guida di tutto, che per Einstein corrisponde alle leggi impersonali della fisica. […] Per i monoteismi tale forza alla guida del cosmo è Dio unico e personale, il quale vede, prevede e provvede, e il cui disegno inevitabilmente si compie. (PP.112)
Democrazia
Nell’ambito del pensiero, oltre alle visioni del mondo come anarchia e come monarchia si ipotizza una terza possibilità, quella di pensare il mondo in prospettiva evolutiva, come democrazia.
Secondo la visione democratica del cosmo, nella natura è all’opera un governo, ma un governo il cui esercizio è possibile solo attraverso il consenso e sempre mediando tra le spinte contrapposte di caos e logos, pòlemos e armonia. Dal punto di vista teologico ciò significa che la creazione divina istituisce un processo che non è pensabile come dominio assoluto che procede in modo unidirezionale dall’alto verso il basso. La creazione divina è da intendersi come passaggio da uno stato privo di vita e libertà ad un mondo che contiene vita e libertà. Configurabile come una democrazia basata sul consenso e sulla fiducia (che in teologia si chiama Fede). (PP.115)
Il volere del singolo
La teologia del passato pensava il mondo all’insegna degli ideali politici del passato, basati sul governo di uno e sull’obbedienza di tutti gli altri. Basta leggere alcuni passi della Bibbia per vedere che la mente degli uomini di allora pensavano Dio come un monarca assoluto. Oggi l’evoluzione culturale ed i sistemi politici basati sul consenso e sulla negoziazione ci fa avvicinare maggiormente alla logica con cui Dio guida il mondo, il quale non è all’insegna della dittatura ma della democrazia. Senza il volere del singolo infatti Dio non governa sulla vita di nessuno; se uno non gli dice di sì, Dio non entra nella sua esistenza, è solo tramite il sì della coscienza personale che la presenza divina diventa attiva ed efficace. Si legge in Apocalisse 3,20: «Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui ed egli con me». (PP.116)
Riferimenti:
Questo articolo è il n.1 della serie “Fides” che partendo dalla teologia di Vito Mancuso cerca di arrivare ad una visione di fede. Di aiuto a questo mio lavoro sono stati anche i libri di Hans Küng e di Vittorio Messori.
“Il Principio Passione” di Vito Mancuso - Garzanti Editore 2013
(PP.x) = Principio Passione. Pagina
A cura di:
Sandro B.
01.08.2016
Wednesday, June 1, 2016
Il muro in Cisgiordania
Sotto gli occhi del mondo, che vede ma non reagisce, Israele prosegue la sua politica di colonizzazione e di sottrazione illegale di territorio in Cisgiordania (West Bank). Nel 2005 Israele ha messo in atto un piano unilaterale per il controllo dei territori palestinesi, strumento del piano è la costruzione di un muro che separa israeliani e palestinesi. Israele motiva la costruzione di questo muro „della vergogna“ con la sicurezza; da sempre questa argomentazione giustifica il sopruso, l’illegalità e la violenza.
Nel 2010 la corte internazionale dell’Aia ha condannato Israele giudicando "Illegale il muro in Cisgiordania". Nell’articolo del giornale Repubblica del 4.01.2010 è riportato:
«Il muro costruito da Israele in Cisgiordania è illegale. Lo ha stabilito la Corte Internazionale di giustizia dell'Aia, emanazione giudiziaria dell'Onu. Secondo i giudici dell'Aia, chiamati a pronunciarsi con una risoluzione approvata lo scorso dicembre dall'Assemblea Generale dell'Onu, la costruzione del muro viola il diritto internazionale e dunque l'esecutivo israeliano deve smantellare quella che chiama barriera difensiva. Nel documento della corte si legge:
"Il muro insieme con il percorso scelto viola in modo grave una serie di diritti dei palestinesi che vivono nei territori occupati dagli israeliani. Violazioni che non possono essere giustificate da esigenze militari o richieste per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico". E si conclude parlando di "violazioni da parte di Israele di diversi obblighi di applicazione delle leggi umanitarie e dei diritti umani“. La Corte non ha contestato la costruzione di barriere difensive all'interno della linea verde, cioè il confine israeliano prima del 1967. Anche la Commissione Europea ha rivolto un appello a Israele affinché rimuova il muro dai Territori, compreso il tratto dentro e attorno Gerusalemme Est. Per l'Unione europea "l'allontanamento del tracciato del muro dalla linea verde rappresenta un serio motivo di scontro e rende praticamente impossibile la soluzione di due stati indipendenti"».
È quasi superfluo riportare la reazione del governo di Tel Aviv secondo cui: "Non è stato considerato il pericolo terrorismo" e quella della Casa Bianca, per la quale la decisione della Corte "non è appropriata".
Le conseguenze della costruzione del muro sono tragiche ed evidenti, Il muro non costituisce una barriera fra due popoli e territori, bensì:
- Crea delle zone chiuse in cui i palestinesi vivono come in una prigione
- Separa i palestinesi dalle loro terre coltivate
- Porta i palestinesi alla disperazione e fomenta la violenza
- Estendendosi oltre la “linea verde” riduce il legittimo territorio palestinese
- Rende impossibile la realizzazione di due stati
A riprova di quanto detto, la mappa evidenzia la situazione nella zona di Gerusalemme Est.
Legenda:
- Linea tratteggiata gialla: „linea verde“ del 1949
- Muro: in nero completato, in blu: nel progetto approvato da Israele nel 2005
- Zone in giallo: abitate da palestinesi ad est di Gerusalemme
- Zone in arancione: abitate da soli palestinesi
- Zone in violetto: insediamenti ebraici nei territori occupati
La Cisgiordania è soggetta ad un processo di colonizzazione, in essa vige un regime di segregazione simile all’apartheid. Con il muro, ed i check-point militari, i palestinesi vengono relegati in zone circoscritte simili ai "bantustan", la loro libertà di spostarsi sul territorio è fortemente limitata.
Negli anni del regime dell'apartheid voluto dal National Party allora al governo, le diverse etnie nere furono costrette a trasferirsi nei bantustan loro assegnati, e le loro possibilità di spostarsi sul territorio sudafricano furono fortemente limitate. (Wikipedia)
Jean Ziegler, sociologo all´Università di Ginevra, è dal 2000 inviato speciale ONU. In questa veste, è stato in Cisgiordania e a Gaza, ed ha steso un rapporto in cui si rileva che a causa delle durissime misure militari imposte dall’esercito israeliano d’occupazione dall’inizio della seconda Intifada i territori palestinesi occupati sono sull’orlo di una catastrofe umanitaria. La ´Potenza occupante´ impedisce la mobilità e, con la costruzione del muro, esclude di fatto la possibilità nel futuro della nascita di uno Stato palestinese. Ziegler denuncia gli espropri di fattorie e sorgenti d´acqua per la costruzione "della barriera di sicurezza-muro d´apartheid" o per l´ampliamento delle colonie israeliane.
L’Unione Europea, favorevole alla realizzazione di uno stato palestinese, è attiva a livello umanitario ma non fornisce un adeguato impegno politico ed una forte presa di posizione nei confronti d’Israele. Organizzazioni ed importanti aiuti finanziari europei aiutano i palestinesi a sopravvivere, ma niente impedisce ad Israele di proseguire con la sua politica di lenta e costante annessione di territori e risorse che non gli appartengono.
Sandro
Giugno 2016
Saturday, May 7, 2016
ETICA E RELIGIONE
La religione è il complesso di credenze e di atti di culto che collega la vita dell'uomo a un ordine superiore e soprattutto alla divinità, intesa come fine ultimo di tutte le cose. L’uomo, da sempre, cerca di rispondere alla domanda disperata sul senso della vita e di svelarne il mistero oltre la morte. Si è confrontati con lo spirituale. Non ci sono risposte terrene a queste domande, c’è solo una possibilità: affidarsi alla fede come scelta ed atto individuale.
Nella storia popoli e culture hanno dato vita alle religioni le quali, malgrado la loro pretesa di universalità, sono state spesso strumentalizzate dal potere secolare e religioso. Esse hanno così tradito il loro compito di pace e fratellanza affidatogli dal loro Dio unico e universale. Il cristianesimo nel medioevo è stato vittima del potere temporale e dell’oscurantismo della chiesa dei papi. L’islam oggi è strumentalizzato da despoti e fanatici che fomentano il fondamentalismo nella forma più estrema e disumana.
Pace, giustizia, amore, speranza sono valori universali condivisi da tutti. Questi valori non piovono dal cielo, essi sono intrinsechi nella natura di ogni essere umano. Una scintilla di luce è donata con la vita a tutte le creature al momento della loro nascita. L’etica mondiale si basa su questi presupposti ed oggi di fronte alla crisi delle religioni rappresenta un valore prezioso, che valorizzato e professato, può dare vita ad un rinascimento globale. Questa è la visione condivisa e presente nel pensiero e nelle opere di uomini guida del nostro tempo che nell’etica vedono il modello di riferimento più adatto delle religioni a migliorare la vita su questo mondo.
Nel linguaggio filosofico, per Etica s’intende ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane. (Enciclopedia Treccani)
Hans Küng Etica mondiale
La Fondazione per l'etica mondiale (Weltethos Stiftung) nata nel 1995 su iniziativa del teologo e filosofo svizzero Hans Küng porta avanti un progetto in cui si afferma:
«Questo unico mondo ha bisogno di un unico ethos fondamentale; questa unica società mondiale non ha certamente bisogno di un'unica religione e di un'unica ideologia, ha però bisogno di alcuni valori, norme, ideali e fini vincolanti e unificanti. »
Affinché la vita su questo mondo possa svilupparsi e progredire all’insegna della pace, tutte le società e tutti i popoli hanno bisogno di una base di valori fondamentali condivisi. Tutto ciò indipendentemente dalla cultura, religione o nazionalità.
Hans Küng afferma e mette in evidenza che tutte le religioni mondiali e tutte le teorie umanistiche e filosofiche hanno in comune gli stessi valori morali fondamentali. Testimonianza ne è “la regola d’oro”: «tutto ciò che volete che gli altri facciano a voi, voi fatelo a loro» che si ritrova in tutte le culture e tradizioni. Ne consegue che i canoni dell’etica mondiale „Weltethos“ non devono essere scoperti in quanto essi già esistono, tuttavia essi debbono essere continuamente affermati, insegnati e vissuti.
Albert Schweitzer Etica = rispetto per la vita
Nel quadro del suo pensiero teologico e filosofico Albert Schweitzer sostiene che c’è etica soltanto dove c’è umanità, cioè dove l’esistenza e la felicità di ogni singolo essere umano vengono rispettate.
Soltanto un sistema di pensiero nel quale l’atteggiamento del rispetto per la vita diventi una forza ha la capacità di far sorgere in questo mondo un’epoca di pace. Citazione:
«È necessario l’avvento di una nuova rinascita, molto più profonda del Rinascimento per il quale siamo usciti dal Medioevo: una grande rinascita. Soltanto una cultura veramente etica può dare senso alla nostra vita e preservarci dalla distruzione provocata da guerre orribili, prive di senso. Soltanto questa cultura può far sì che nel mondo si instaurino condizioni di pace.»
Dalai Lama un etica aldilà delle religioni
Il Dalai Lama sostiene che l‘etica è più importante della religione. Citazione da “L’appello del Dalai Lama per un’Etica secolare e per la Pace“
«In nome delle religioni, da millenni, il potere e la violenza vengono esercitati e legittimati. Le religioni sono state e sono spesso intolleranti. Per il raggiungimento di fini politici ed economici, la religione viene spesso abusata e strumentalizzata anche da massime autorità religiose. Per questi motivi io sostengo che oggi nel 21o secolo, è necessaria una „nuova etica“ aldilà di tutte le religioni. Un „etica secolare“ che sia d’aiuto per tutti, e sappia raggiungere anche il numero crescente di atei ed agnostici di questo mondo. Più importante della religione è la nostra Spiritualità, luce del nostro essere, un dono che ci fa conoscere e desiderare l’amore, il bene e l’empatia indipendentemente da quale religione noi apparteniamo.
Sono convinto che gli esseri umani possono vivere senza religione, ma non possono fare a meno di valori guida, non possono vivere senza etica. L’etica e non la religione è intrinseca nella natura umana». (Dharamsala, Marzo 2015)
Il primato dell‘Etica
La storia insegna che in questo mondo non c`è stata pace tra le religioni e questo è stato un fattore che ha impedito anche la pace fra le nazioni. Alla religione il compito di collegare la vita dell'uomo a un ordine superiore e soprattutto alla divinità, ma su questo mondo è necessario affermare il primato di un Etica Mondiale. I valori dell’etica sono quelli che uniscono e possono evitare incomprensione, intolleranza e conflitti. L’insegnamento e l’applicazione dell’etica costituiscono la base di cui ha bisogno ogni singolo individuo nel suo breve viaggio terreno. Alla religione il compito di occuparsi del dopo!
Sandro
Maggio 2016
Nella storia popoli e culture hanno dato vita alle religioni le quali, malgrado la loro pretesa di universalità, sono state spesso strumentalizzate dal potere secolare e religioso. Esse hanno così tradito il loro compito di pace e fratellanza affidatogli dal loro Dio unico e universale. Il cristianesimo nel medioevo è stato vittima del potere temporale e dell’oscurantismo della chiesa dei papi. L’islam oggi è strumentalizzato da despoti e fanatici che fomentano il fondamentalismo nella forma più estrema e disumana.
Pace, giustizia, amore, speranza sono valori universali condivisi da tutti. Questi valori non piovono dal cielo, essi sono intrinsechi nella natura di ogni essere umano. Una scintilla di luce è donata con la vita a tutte le creature al momento della loro nascita. L’etica mondiale si basa su questi presupposti ed oggi di fronte alla crisi delle religioni rappresenta un valore prezioso, che valorizzato e professato, può dare vita ad un rinascimento globale. Questa è la visione condivisa e presente nel pensiero e nelle opere di uomini guida del nostro tempo che nell’etica vedono il modello di riferimento più adatto delle religioni a migliorare la vita su questo mondo.
Nel linguaggio filosofico, per Etica s’intende ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane. (Enciclopedia Treccani)
Hans Küng Etica mondiale
La Fondazione per l'etica mondiale (Weltethos Stiftung) nata nel 1995 su iniziativa del teologo e filosofo svizzero Hans Küng porta avanti un progetto in cui si afferma:
«Questo unico mondo ha bisogno di un unico ethos fondamentale; questa unica società mondiale non ha certamente bisogno di un'unica religione e di un'unica ideologia, ha però bisogno di alcuni valori, norme, ideali e fini vincolanti e unificanti. »
Affinché la vita su questo mondo possa svilupparsi e progredire all’insegna della pace, tutte le società e tutti i popoli hanno bisogno di una base di valori fondamentali condivisi. Tutto ciò indipendentemente dalla cultura, religione o nazionalità.
Hans Küng afferma e mette in evidenza che tutte le religioni mondiali e tutte le teorie umanistiche e filosofiche hanno in comune gli stessi valori morali fondamentali. Testimonianza ne è “la regola d’oro”: «tutto ciò che volete che gli altri facciano a voi, voi fatelo a loro» che si ritrova in tutte le culture e tradizioni. Ne consegue che i canoni dell’etica mondiale „Weltethos“ non devono essere scoperti in quanto essi già esistono, tuttavia essi debbono essere continuamente affermati, insegnati e vissuti.
Albert Schweitzer Etica = rispetto per la vita
Nel quadro del suo pensiero teologico e filosofico Albert Schweitzer sostiene che c’è etica soltanto dove c’è umanità, cioè dove l’esistenza e la felicità di ogni singolo essere umano vengono rispettate.
Soltanto un sistema di pensiero nel quale l’atteggiamento del rispetto per la vita diventi una forza ha la capacità di far sorgere in questo mondo un’epoca di pace. Citazione:
«È necessario l’avvento di una nuova rinascita, molto più profonda del Rinascimento per il quale siamo usciti dal Medioevo: una grande rinascita. Soltanto una cultura veramente etica può dare senso alla nostra vita e preservarci dalla distruzione provocata da guerre orribili, prive di senso. Soltanto questa cultura può far sì che nel mondo si instaurino condizioni di pace.»
Dalai Lama un etica aldilà delle religioni
Il Dalai Lama sostiene che l‘etica è più importante della religione. Citazione da “L’appello del Dalai Lama per un’Etica secolare e per la Pace“
«In nome delle religioni, da millenni, il potere e la violenza vengono esercitati e legittimati. Le religioni sono state e sono spesso intolleranti. Per il raggiungimento di fini politici ed economici, la religione viene spesso abusata e strumentalizzata anche da massime autorità religiose. Per questi motivi io sostengo che oggi nel 21o secolo, è necessaria una „nuova etica“ aldilà di tutte le religioni. Un „etica secolare“ che sia d’aiuto per tutti, e sappia raggiungere anche il numero crescente di atei ed agnostici di questo mondo. Più importante della religione è la nostra Spiritualità, luce del nostro essere, un dono che ci fa conoscere e desiderare l’amore, il bene e l’empatia indipendentemente da quale religione noi apparteniamo.
Sono convinto che gli esseri umani possono vivere senza religione, ma non possono fare a meno di valori guida, non possono vivere senza etica. L’etica e non la religione è intrinseca nella natura umana». (Dharamsala, Marzo 2015)
Il primato dell‘Etica
La storia insegna che in questo mondo non c`è stata pace tra le religioni e questo è stato un fattore che ha impedito anche la pace fra le nazioni. Alla religione il compito di collegare la vita dell'uomo a un ordine superiore e soprattutto alla divinità, ma su questo mondo è necessario affermare il primato di un Etica Mondiale. I valori dell’etica sono quelli che uniscono e possono evitare incomprensione, intolleranza e conflitti. L’insegnamento e l’applicazione dell’etica costituiscono la base di cui ha bisogno ogni singolo individuo nel suo breve viaggio terreno. Alla religione il compito di occuparsi del dopo!
Sandro
Maggio 2016
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